8 marzo 2019, una giornata di lotta

Intervento di apertura manifestazione 8 marzo 2019 a Trento
Ciao a tutte e benvenute! Userò il femminile sia perché mi rivolgerò a voi in quanto persone, sia perché per una volta nella vostra vita proverete l’ebbrezza di sperimentare l’uso del femminile universale!

Oggi, 8 marzo, in ogni continente al grido di “Non una di meno!” è sciopero femminista! Nonostante la protesta sia globale denunciamo che dei nostri quotidiani locali, nonostante abbiamo inviato un comunicato con l’appello dello sciopero e i vari appuntamenti per la giornata di oggi, nessuno si è degnato di scrivere nemmeno una riga sulle nostre motivazioni! Ricordiamo che in Italia l’8 marzo è diventato giornata di sciopero e lotta grazie a Non Una di Meno! Sono stati in grado di pubblicare suggerimenti su come festeggiare in compagnia delle amiche ma non una sola parola sui motivi per cui i sindacati di base hanno indetto lo sciopero!

La risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini. Il movimento femminista globale ha dato nuova forza e significato alla parola sciopero, svuotata da anni di politiche sindacali concertative.

Scioperiamo in tutto il mondo contro l’ascesa delle destre reazionarie che stringono un patto patriarcale e razzista con il neoliberalismo. Dal Brasile all’Ungheria, dall’Italia alla Polonia, le politiche contro donne, lesbiche, trans, la difesa della famiglia e dell’ordine patriarcale, gli attacchi alla libertà di abortire (vi ricordo che in Italia il 70% dei medici sono obiettori di coscienza) vanno di pari passo con la guerra aperta contro le persone migranti. Patriarcato e razzismo sono armi di uno sfruttamento senza precedenti. Padri e padroni, governi e chiese (Bergoglio:femminismo è machismo in gonnella), vogliono tutti “rimetterci a posto”. Noi però al “nostro” posto non ci vogliamo stare e per questo oggi siamo qui!

Rifiutiamo il disegno di legge Pillon, che attacca le donne strumentalizzando i figli, che sdogana la violenza e che con il connesso ddl De Poli introduce la sospensione della potestà genitoriale nel caso la denuncia di un genitore ai danni dell’altro (che guarda caso son sempre donne che denunciano uomini per violenza) non sia avvalorata; viene quindi considerata come calunnia. In un paese dove 1 denuncia per violenza su 4 viene archiviata!

Non sopportiamo gli attacchi dell’ideologia tradizionalista dei generi, che nelle scuole e nelle università vogliono imporre l’ideologia patriarcale. E’ purtroppo cronaca locale la sospensione dei corsi all’educazione nella relazione di genere, un progetto formativo che da anni viene svolto nelle scuole trentine, considerato un’eccellenza del nostro territorio! Sospensione annunciata da una vergognosa campagna denigratoria da parte di un consigliere della nostra giunta per mezzo di un infame giornale locale ai danni di alcune formatrici, cacciate come streghe!

Denunciamo il finto reddito di cittadinanza su base familiare, che ci costringerà a rimanere povere, dipendenti ancora una volta da un capo famiglia, che ci costringerà a lavorare a qualsiasi condizione e sotto il controllo opprimente dello Stato.

Rifiutiamo la finta flessibilità del congedo di maternità che continua a scaricare la cura dei figli solo sulle madri.

Denunciamo i continui attacchi alla Legge 194 sdoganati grazie a ministri come Fontana, come Pillon; è storia recente come in vari comuni italiani (Verona, Zevio, Ladispoli e persino la regione Liguria) siano state approvate mozioni anti scelta in cui le amministrazioni comunali si impegnano a finanziare associazioni anti scelta per far cambiare idea ad una donna che ha scelto di ricorrere all’interruzione volontaria (lo sottolineo: volontaria!) di gravidanza. Abbiamo invaso le piazze di ogni continente per reclamare la libertà di decidere delle nostre vite e sui nostri corpi, la libertà di muoverci, di autogestire le nostre relazioni al di fuori della famiglia tradizionale, per liberarci dal ricatto della precarietà.

Combattiamo la legge Salvini che impedisce la libertà e l’autodeterminazione delle persone migranti, mentre legittima la violenza razzista. In Trentino la Lega al governo sta smantellando il sistema dell’accoglienza, con gravissime ripercussioni sia su operatrici ed operatori (si parla di circa 150 persone che hanno già perso o perderanno il lavoro), sia sulle persone migranti. E’ ancora alta la protesta per l’interruzione del progetto di accoglienza delle 24 profughe nigeriane che da due anni vivono e lavorano a Lavarone.

Spesso ci sentiamo dire che siamo aggressive, che siamo pazze, che siamo sempre incazzate, acide!

Oggi siamo qui per dirvi anche che noi non siamo acide: SIAMO CORROSIVE! Che non siamo incazzate: SIAMO FURIBONDE! E che si: siamo pazze perché rifiutiamo questa vostra normalità: femminicidi, stupri, insulti e molestie per strada e sui posti di lavoro. Violenza domestica. Discriminazione e violenza sulle donne disabili. Il permesso di soggiorno condizionato al matrimonio.

Infiniti ostacoli per accedere all’aborto. Pratiche mediche e psichiatriche violente sui nostri corpi e sulle nostre vite. Precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato nell’impoverimento generale.

Siamo furiose perché in Italia una donna su 3 tra i 16 ed i 70 anni è stata vittima della violenza di un uomo.

Siamo furiose perché in Italia quasi 7 milioni di donne hanno subito violenza fisica e sessuale! Perché ogni due giorni una donna viene uccisa dal marito, dal fidanzato o da un ex. In Trentino nel 2017 sono stati 638 gli episodi denunciati ma i reati ipotizzati sono ben 786 perchè ogni episodio viene registrato su una scheda che prevede la possibilità di riportare più reati contemporaneamente! Parliamo di 2 casi al giorno nella nostra verde provincia!! Va considerato che il numero di denunce rappresenta una sottostima del fenomeno di violenza ai danni delle donne in quanto circa il 90% delle reali violenze non viene denunciato da chi le subisce!

Siamo furiose perché nel nostro bel paese un milione di donne ha subito stupri o tentati stupri.

Siamo furiose perché in Italia 420 mila donne hanno subito molestie e ricatti sessuali sul posto di lavoro.

Siamo furiose perché nella nostra italietta meno della metà delle donne adulte è impiegata nel mercato del lavoro ufficiale! Perché la discriminazione salariale va dal 20 al 40% a seconda delle professioni! Perché un terzo delle lavoratrici lascia il lavoro a causa della maternità.

Siamo furiose perché ancora nei tribunali italiani dimezzano la pena ad un uomo che il giudice ha ritenuto, nel momento del femminicidio, in preda ad una tempesta emotiva! Perché se indossiamo un

perizoma o se non urliamo, non siamo state stuprate!

SIAMO NOI LA TEMPESTA CHE SPAZZERA’ VIA IL PATRIARCATO!

Siamo furiose perché in Argentina la settimana scorsa una bimba di 11 anni è stata costretta a partorire il frutto della violenza subita dal compagno di sua nonna nonostante lei stessa avesse detto, una volta scoperto di essere incinta, “Toglietemi quello che il vecchio mi ha messo dentro!”

Se questa è la vostra “normalità”, ci avrete sempre pazze e furibonde!

Oggi qui rivendichiamo a gran voce un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale. Vogliamo aborto libero sicuro e garantito, vogliamo gli obiettori fuori dagli ospedali! Vogliamo autonomia e libertà di scelta sulle nostre vite, vogliamo ridistribuire il carico del lavoro di cura. Vi ricordo che in Italia nell’arco di una giornata l’uomo si fa carico della cura dei figli per 38 minuti! 38 MINUTI! Vogliamo essere libere di andare dove vogliamo senza avere paura, di muoverci e di restare contro la violenza razzista e istituzionale. Vogliamo un permesso di soggiorno europeo senza condizioni.

Con lo sciopero dei e dai generi pratichiamo la liberazione di tutte le soggettività e affermiamo il diritto all’autodeterminazione sui propri corpi contro le violenze, le patologizzazioni e psichiatrizzazioni imposte alle persone trans e intersex. Contro l’abilismo che discrimina le persone disabili rivendichiamo l’autodeterminazione e i desideri di tutti i soggetti.

Con lo sciopero dei consumi e dai consumi riaffermiamo la nostra volontà di imporre un cambio di sistema che disegni un altro modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi umani e animali.

Con lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo blocchiamo ogni ambito in cui si riproduce violenza economica, psicologica e fisica sulle donne.

Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!!

SIAMO IL GRIDO ALTISSIMO E FEROCE DI TUTTE QUELLE DONNE CHE PIù NON HANNO VOCE!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.