TAV:Un fucile puntato sulle generazioni future.

Ieri pomeriggio 26.1.2013 si è svolto alla sala Filarmonica di Rovereto un incontro pubblico organizzato dal Comune sul tema “Il corridoio del dialogo. TAV/TAC trentina: a chi serve? – Flussi, costi, criticità ambientali e appalti”.
IL CORRIDOIO DEL DIALOGO?! SE È UNA BATTUTA NON FA RIDERE era scritto in uno striscione che il movimento trentino No TAV aveva appeso di fronte alla sede dell’incontro, riassumendo così quello che spiegava ai partecipanti il volantino distribuito all’ingresso  tra un numero sproporzionato di poliziotti e carabinieri (nel caso ci fosse stato bisogno di ulteriore dimostrazione della tipologia di dialogo di cui si parla nel titolo).
I due relatori – senza possibilità di contraddittorio perché ormai i sostenitori della nuova ferrovia veloce del Brennero non hanno più il coraggio di esporre apertamente i propri argomenti – hanno stroncato il progetto.
Della Volpe, esperto di questioni energetiche dell’Università di Trento, ha mostrato che, in una situazione di progressiva rarefazione del petrolio (principale fonte energetica attuale) e in un quadro di progressiva crescita del prezzo dell’energia non rinnovabile, è irragionevole concepire e provare a realizzare opere come quella in progetto, fortissimamente energivora tanto in fase di costruzione quanto in fase di esercizio e dunque nel complesso forma di trasporto addirittura meno conveniente della strada.
Cicconi, esperto dei problemi della realizzazione di lavori pubblici, ha iniziato il suo intervento con questa frase “le grandi opere (come il tav n.d.r) sono un fucile puntato sulle generazioni future”. Ha poi dimostrato il perchè di questa affermazione, criticando con violenza la montagna di debito pubblico occulto prodotta dal programma TAV avviato nel 1991, e spiegando come questo debito pubblico sia oggi riprodotto e aggravato dalle altre grandi opere, che i Governi degli ultimi due anni hanno provato e provano a rilanciare rinnovando meccanismi già sperimentati (la finanza di progetto) o impiegandone di nuovi (obbligazioni di progetto, contratto di disponibilità), tutti accompagnati da una serie impressionante di incentivi (fiscali, economico-finanziari, speculativi sulle aree) che dovrebbero favorire l’intervento dei capitali privati con l’assistenza interessata delle banche.
La discussione pubblica, con l’anomala presenza anche all’interno della sala di agenti di PS e CC, presumibilmente nn a scopo intimidatorio ma per autoformazione a spese del comune, ha ripreso e chiarito ancora meglio alcuni degli argomenti presentati dai relatori senza che si sia levata una sola voce a favore del progetto.
Era presente il Sindaco di Rovereto, che è intervenuto dando di fatto ragione al movimento trentino No TAV. Ha detto principalmente: che il progetto è datato, forse anacronistico, ma si colloca comunque in una realtà in cui la linea ferroviaria storica del Brennero è satura (??); che le valutazioni sul progetto sono in corso (??)
Strano, perchè la maggior parte del pubblico presente (che ha rumoreggiato a queste affermazioni), nonchè tutte le persone minimamente informate sanno che: la linea ferroviaria esistente – se ben gestita – avrebbe una capacità potenziale pari a due volte e mezza le quantità di merci trasportate nel 2011; le valutazioni sul progetto sono già state concluse a livello provinciale nel 2009 e da allora sempre dichiarate non modificabili. Il Sindaco ha anche detto che il dialogo sul progetto continuerà per permettere in futuro all’amministrazione di trarne le conclusioni tecniche e politiche opportune. Il pubblico (presente a titolo gratuito, nn ricoprendo ruoli amministrativi), invece, ha dato segno di intendere che quanto propone il Comune non è un dialogo sul progetto ma una specie di finzione in odore di propaganda, almeno fino a quando non sia chiara la sua volontà di rimettere in discussione il parere favorevole dato, sempre nel 2009, in obbedienza ai voleri della Provincia.

Fonte: mamme Marco No TAV

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