Polemica Governo/Boeri: “arma di distrazione di massa”?

Oggi la stampa riportava con enfasi la posizione dell’intero governo, Di Maio-Salvini contro il presidente dell’Inps Tito Boeri. La polemica riguarda le posizioni assunte da Boeri sui disoccupati che creerebbe il decreto dignità e sul ruolo dei migranti che sono in contrasto con le scelte del governo. Senza tralasciare la polemica sulle pensioni
Come USB abbiamo espresso le nostre valutazioni sul decreto e visto la reintroduzione dei voucher, la maggiore “flessibilità” sulle causali dei contratti a termine, ecc. conferma che per chi lavora, cambia poco o nulla in quanto i miglioramenti rimasti sono facilmente aggirabili. In pratica questo decreto in materia di lavoro rischia di essere solo un’operazione pubblicitaria per dare a Di Maio un po’ di visibilità in più rispetto allo straripante Salvini impegnato a fare la sentinella contro i barconi dei disperati.
Nonstante questo Confindustria per bocca del suo presidente Boccia si sono uniti al coro neoliberista a direzione PD per sostenere che questo decreto comporterà una perdita di “8.000 posti di lavoro ogni anno”. 80.000 in dieci anni.
I calcoli sono del presidente Boeri e fatti propri dalla ragioneria dello Stato. Clacoli che il ministro Tria a definito “privo di basi scientifiche” in quanto questi numeri sono inventati e spacciati per verità scientifica fatta propria dal pensiero unico neoliberista.
Per Boeri se il costo del lavoro aumenta l’occupazione scende. Il che potrebbe essere vero solo se la crescita è pari a zero e di completa stagnazione.
Per questo Boeri si fa carico, non tanto di contrastare il Governo e le sue politiche neoliberiste imposte dall’Europa, ma di dare voce ad un sistema imprese che anziché competere con investimenti ed innovazioni pensano solo a pagare il meno possibile il lavoro (il sogno è il “lavoro gratuito che fa curriculum”, come sperimentato per Milano Expo).
Se sul decreto dignità le posizioni di Boeri sono inaccettabili sul tema migranti siamo davanti a posizioni inaccettabili in quanto presuppone che l’immigrato sia non accolto ma utilizzato per abbassare i salari dei lavoratori autoctoni e garantirci a noi una pensione dignitosa.
Insomma questo sistema per funzionare ha bisogno di bassi salari oltre che di lavoratori che versano i contributi ma non ricevono pensione. Un razzismo alla rovesciare.
Per questo mi chiedo a chi giovi questo protagonismo di Boeri. Non certo ai lavoratori che stando alle sue proposte avranno sicuramente un salario più basso una pensione povera e spostata in la nel tempo. Serve al Governo in quanto tentando di spacciarsi come opposizione in realtà svolge il ruolo di “arma di distrazione di massa” permettendo a Salvini di continuare a smantellare la Costituzione e lo stato di diritto.
Stiamo esagerando?
Mi permetto di ricordare che il ministro dell’interno in questi pochi mesi di attività ha trasformato, senza alcuna discussione in Parlamento, le Organizzazioni non governative (Ong) in “complici degli scafisti”, trasformato il salvataggio in mare dei naufraghi in quasi reato, anziché un obbligo previsto da leggi fino alla pretesa di “arrestare” alcuni profughi (devono scendere in manette) che secondo alcune voci avrebbero protestato per non tornare il Libia.
Ed è proprio sulla questione delle manette che vorrei richiamare l’attenzione dei lettori. Siamo davanti non solo ad una invasione di campo del ministero della giustizia ma dell’espressione tipica di chi pensa ad una forma di governo dittatoriale la quale prevede che la giustizia non sia un potere indipendente ma sottomessa alla linea politica del ministro in carica.
Cancella nei fatti l’autonomia della magistratura assestando un colpo micidiale alla separazione dei poteri che sono alla base dello stato democratico, della democrazia e del diritto.
In sostanza, senza che da parte della stampa e dell’opposizione si levassero proteste o critiche a questo smantellamento della Costituzione reale che partendo dall’articolo 11 di dalemiana memoria (la guerra umanitaria), dall’articolo 36 sull’equa retribuzione, (migranti) al referendum di Renzi ed ora alla richiesta alla magistratura di sottostare alle scelte politiche di un ministro.
Questo fascismo che avanza a tappe forzate ed in spregio alla Costituzione sostenuto da un Movimento 5 stelle ormai ridotto a ruota di scorta dà la misura della devastazione del quadro politico nazionale.
Forse è ora di impegnarsi per costruire una vera opposizione.
Ezio Casagranda

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