Padova privatizza l’acqua

A Padova Pd, Idv e Sel privatizzano l’acqua e beni comuni in barba al risultato referendario

Ieri sera a Padova, nella seduta del consiglio comunale, si è scelto di calpestare il risultato del referendum del 2011 e di procedere sulla via di una privatizzazione strisciante dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali attraverso la vendita (detta fusione per incorporazione) di AcegasAps ad Hera.
La logica, spacciata come ineluttabile, è sempre la stessa: è necessario competere sul mercato e piegarsi agli interessi della finanza.
La maggioranza PD, IDV, SEL, con l’eccezione della consigliera Daniela Ruffini del PRC- PDCI che ha votato contro e l’astensione del consigliere Pisani di maggioranza, ha votato compatta per l’approvazione di questa delibera fortemente voluta dal sindaco Flavio Zanonato.
SEL e IDV hanno piegato la testa a fronte di un piatto di lenticchie (scadute per di più) come la promessa della chiusura della prima linea dell’inceneritore, ma tra 14 anni! O la generica promessa di reinvestimento dei dividendi in welfare e ambiente, o la diminuzione del numero e dei compensi dei consiglieri di amministrazione (che come è noto, nelle SpA quotate in borsa non sono certo materia di approvazione dei consigli comunali!!).
Le richieste di informare e coinvolgere la cittadinanza su questa decisione è stata con arroganza affossata, anche bocciando la mozione presentata dalla consigliera Ruffini che puntava a sospendere la votazione per aprire un percorso di consultazione della città. Giusto per essere chiari su questa mozione di sospensione l’IDV, che detiene l’Assessorato alla partecipazione, ha votato contro e Sel, che detiene l’Assessorato all’Ambiente si è astenuta.
L’opposizione ha, nel gioco delle parti più classico, votato a favore della sospensione e contro la fusione pur dichiarandosi ovviamente d’accordo con l’ottica delle aggregazioni e delle privatizzazioni.
La serata è stata caratterizzata fuori e dentro il Consiglio comunale dalla presenza di numerosi cittadine e cittadini, associazioni, comitati, centri sociali che hanno voluto far sentire la loro voce per sette ore. Una voce che con chiarezza ha contestato la fusione che, per merito, forma e contenuti, è un’operazione volta a salvaguardare gli interessi spartitori di piccoli e grandi poteri ( … di piccole grandi poltrone !!??) e a subordinare le scelte dalla politica agli interessi del mercato e della finanza.
Da parte nostra, consapevoli dello spartiacque rappresentato da questa vergognosa decisione, continuerà l’impegno per affermare la centralità dell’acqua e dei beni comuni come patrimonio dell’intera comunità.

Comitato Provinciale Due Sì per l’acqua bene comune – Padova
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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