Malgara: No alla rassegnazione ed alla resa.

malgara1Ormai siamo vicini all’esito finale di una vicenda, quella della Malgara Chiari & Forti di Avio, che oggi appare drammatica per i circa 80 dipendenti rimasti.
Un esito che è anche figlio delle politiche della “riduzione del danno” che in meno di un anno hanno ridotto l’occupazione del 30% e accompagnato il lento declino oggi arrivato alle sue battute finali.
Un finale prevedibile, non scontato ma supinamente subito per l’incapacità di chiamare la proprietà alle sue responsabilità da parte dell’assessorato che, dobbiamo dire, è stato supportato da un atteggiamento rassegnato da parte dei sindacati confederali.
Ricordo che USB Lavoro Privato – inascoltato- ancora a metà 2014 abbiamo chiesto interventi coraggiosi ed innovativi da parte dell’assessore Olivi verso la proprietà, che – salvo gli interventi delle amministrazioni locali – per mesi siamo rimasti soli a chiedere di attivare la “cessione di credito” per far fronte ai mancati pagamenti degli stipendi da parte di Malgara, (vi ricordate le dichiarazioni “noi non possiamo sostituire l’azienda nel pagamento degli stipendi” pronunciate da Olivi a Rovereto?)
Come siamo stati lasciati soli nella lotta contro l’arroganza di un padrone come Malgara (gli scioperi non servono, alla fine ci sarà il finanziamento erano le reprimende che ci venivano rivolte) ed ora nostro malgrado siamo arrivati all’epilogo finale nel peggiore dei modi possibili.
Tanta rassegnazione e poca voglia di riprendere l’iniziativa.
Ieri nell’incontro – anche se in ritardo – Olivi si è impegnato ad avviare la ricerca di un’attività sostituiva di Malgara percorrendo tutte le strade possibili e senza escludere la possibilità di dar vita ad una cooperativa operaia per far continuare un’attività produttiva importante come quella alimentare.
Noi siamo intenzionati a tenere alta la pressione perché gli impegni si traducano in fatti concreti e quindi in occupazione.
Oggi invece in azienda abbiamo avuto il primo incontro riguardante la procedura di mobilità attivata dalla Malgara nei giorni scorsi.
Noi tutti si pensava che da questo incontro potessero emergere indicazioni su come intendeva muoversi la proprietà anche in vista di un ipotetico ingresso di terzi e/o se ci fossero in campo progetti di qualche attività produttiva.
L’avvocato che rappresentava Malgara è stato ermetico e arrogante. Dopo pochi minuti e qualche battuta ha corretto a mano un testo di accordo, lo ha sottoscritto, ne ha fornito copia ai sindacati e se ne andato dicendo che sarebbe ritornato solo se eravamo disposti a firmare i licenziamenti.
Atteggiamento che ho definito vergognoso e di pura cattiveria finalizzato solo a ribadire che dei problemi dei lavoratori e delle lavoratrici messe letteralmente sul lastrico da Malgara non gli importava un fico secco.
Per lui i dipendenti sono e restano solo dei numeri ingombranti di cui liberarsi il prima possibile per non essere da intralcio ai disegni perversi di Malgara.
Come USB non intendiamo accettare che ancora una volta Malgara la possa avere vinta puntando su presunti occasioni di lavoro di qualche dipendente o peggio ancora puntando sulla mancata retribuzione durante il periodo della procedura.
Noi siamo convinti che il tempo della procedura va usato per spingere verso una soluzione occupazionale alternativa e quindi quello che serve è un atteggiamento di determinazione e non di rassegnazione.
USB è pronto a mettere in campo tutta la sua forza per arrivare ad una positiva soluzione occupazionale per tutti gli attuali dipendenti della Malgara di Avio e quindi lasciamo ad altri la “responsabilità” di addolcire la rassegnazione e la resa dei lavoratori davanti all’arroganza padronale.
Ezio Casagranda – USB Lavoro Privato

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