Sgombero assillo: “tanto pe cantar”

Assillo spioxSono corso, alle otto della sera, attraverso una città sonnacchiosa, infreddolita dalle temperature rigide di uno strano inverno senza neve. “Sotto la neve pane”… ma se non c’è neve che pane vuoi mangiare?
Ecco il palcoscenico, palazzo Thun sede del Consiglio Comunale. In fondo alla sala ancora semivuota, gli attori entrano alla spicciolata, chi con la faccia bianca, chi con la faccia scura, i capelli tirati, lunghi dietro le orecchie, ben vestiti. Meditano: “provocatori”! Nel loro rito estetico che vuol farsi pragmatico, iniziazione a una coscienza fondata su un’idea fissa, ” riflessa” della religione del profitto capitalistico:ogni occupazione (che non sia comandata) è violenza e con le buone o con le cattive va repressa !
Sono commoventi, cari, mi vien voglia di salire sul palcoscenico e abbracciarli.
La platea a poco a poco si riempie : è piena. E’ il misterioso convivio di Trento eletto a rappresentare altrettanti misteriosi cittadini con i loro problemi, nostri e loro: intellettuali dell’ultima ora, disperati, artigiani, commercianti, nullafacenti, coi segni di una degenerazione fisica cercata, di una protesta ostentata e codificata, generosi, ingenui, apparentemente senza ambizioni e nel tempo stesso falliti e disperati, estranei gli uni agli altri, fino alla crudeltà di chi è inavvicinabile, e nel tempo stesso perduti nel bisogno degli altri, verso cui sono disponibili in modo imbarazzante, indifesi portatori di valori di estraneità e insieme di omertà; il loro modo di parlare è necessariamente uguale e “puro”: uno scrolarsi di dosso le pulci della responsabilità, inequivocabilmente votato al sorpasso di chi la spara più grossa per far colpo e non sentirsi in colpa.
Una recita graziosa sulle stigmate della democrazia rappresentativa di chi ha perduto la bussola. Un carosello, piuttosto folcloristico che passa tutto ciò che di ribelle ACCADE NELLA CITTA’ : dal ragazzo negro col giubotto corto di pelo, al ragazzino biondo con i capelli sugli occhi, al questuante di strada ecc. tutto con molta grazia, e, alla fine, tutti contenti: la potente organizzazione antagonista è stata domatA grazie alla crescita armata della democrazia partecipativa.
Finalmente un consiglio comunale che ha trovato “pane per i propri denti”.

Antonio Marchi

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