Luxottica: gratis mezzora di lavoro

Pubblichiamo volentieri questa lettera che Carlo ci ha inviato dall’interno della Luxottica di Rovereto, dove l’azienda ha chiesto e ottenuto di ridurre le pause di lavoro di 30 minuti al giorno. “Una scelta che garantisce omogeneità con gli altri stabilimenti Luxottica, dove analoghe decisioni sono già state prese, e che come contropartita ha l’impegno dell’azienda per garantire un consolidamento occupazionale» sostiene Ianeselli della Cgil, ma che nei fatti segna una svolta pericolosa da parte del sindacato che accetta la logica padronale di aumentare lo sfruttamento dei lavoratori, togliendo loro una parte importante delle conquiste fatte in anni e anni di lotte e contrattazione. La pausa è uno di quei diritti che fanno la differenza fra il lavoro e un lavoro servile.
La redazione.
Scrive Carlo:Cari concittadini ma soprattutto cari compagni di lavoro per l’ennesima volta sono costretto a rendere pubblico quello che sta succedendo in Luxottica a Rovereto.
Per l’ennesima volta sono venuti a chiederci sacrifici con i soliti vili ricatti.
Una azienda sana con utili su utili ma a Rovereto non va bene. Perchè mi chiedo io?
Ci stanno smantellando. Chiudono reparti e in più ci danno degli incentivi perchè ce ne andiamo. Siamo tutti persone oneste, sincere e lavoratori che tutti i giorni cercano di fare il loro dovere.
Questa volta ci hanno chiesto di rinunciare a dei minuti di pausa e da furbi chi hanno dato a noi la responsabilità.
Tutti sanno che le pause non esistono, è solo un tacito accordo.
Cecacno di darci la colpa a noi lavoratori se un domani l’azienda chiuderà. Non dobbiamo cadere in questa trappola.
Nei giorni scorsi ci sono state le assemblee e logicamente hanno vinto i sì, perchè la paura di perdere il posto di lavoro è troppo lata con questa crisi.
Però io dico. Male non fare le pause non temere. Dobbiamo vincere questo stato di cose. Basta! E’ ora di finirla. La gente comune non quello che realmente accade in Luxottica. Ti dicono beato te che hai un lavoro, ma vale la pena a questo punto?
Non lo so più. Hanno addossato i miei compagni della RSU di troppe responsabilità e non devo che solo ringraziarli anche se qualche volta magari sbagliano e gli ho criticati. Bravi, bravi.
Sono persone semplici, responsabili che credono in quello che fanno ma lasciati praticamente soli con i lavoratori.
E il sindacato dov’è?
Parlo in particolare della Cgil. Parla bene ma razzola male. Che stia zitto o se aiutaci. Chiamo, chiedo aiuto e nessuno mi risponde. Vergognati.

Probabilmente dopo questo articolo finirò sulla strada, ma non mi interessa. Perderò tutto ma non la mia dignità. La dignità non si vende neanche con gli incentivi.
Don Ciotti aveva detto che l’indifferenza è il male del secolo. Io non ci credo. Chi tace acconsente.
Con tutto il mio cuore e senza paura.
Lorenzi Carlo

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