Diritto al lavoro o lavoro servile

La lettera di Carlo Lorenzi sulla realtà della Luxottica di Rovereto voleva richiamare l’attenzione sui temi del lavoro, sul suo valore morale e culturale e sul fatto che nonostante la crisi le persone devono mantenere la loro dignità. Rivendicare il diritto non ad un lavoro qualsiasi (super sfruttato, senza diritti e con salari sempre più miseri), ma un lavoro con una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa significa semplicemente dare applicazione all’articolo 36 della Costituzione oltre che permettere il pieno sviluppo della persona umana.
Questa scelta di campo, in questo periodo dove la Costituzione viene calpestata ed il lavoro reso sempre più servile dalle varie riforme succedutesi in questi anni, dovrebbe essere nel DNA di un sindacato come la Cgil.
Purtroppo leggendo la risposta della Cgil viene da pensare che non solo la Costituzione sia stata messa nel dimenticatoio ma che la filosofia padronale sia stata assunta a riferimento dell’agire sindacale.
Infatti sostenere che ridurre di 30 minuti le pause giornaliere è “Una scelta che garantisce omogeneità con gli altri stabilimenti Luxottica, dove analoghe decisioni sono già state prese, e che come contropartita ha l’impegno dell’azienda per garantire un consolidamento occupazionale” rappresenta una svolta pericolosa e l’accettazione della vecchia, inefficace e logora risposta padronale che alla crisi si può rispondere solo aumentando lo sfruttamento dei lavoratori, togliendo loro una parte importante delle conquiste fatte in anni e anni di lotte e contrattazione.
La pausa è uno di quei diritti che fanno la differenza fra il lavoro e un lavoro servile.
Sul versante della contropartita occupazionale non viene minimamente analizzata la denuncia di Carlo la dove sostiene che l’azienda sta incentivando le dimissioni del personale e svuotamento interi reparti produttivi. Un sindacato, a mio modesto avviso, più che cantare le lodi all’imprenditore dovrebbe denunciare questa contraddizione della Luxottica fra gli generici impegni e scelte concrete dell’azienda.
Purtroppo anche dentro il sindacato, come nella politica la storia passata e recente, ultima in ordine di tempo è stata la Whirlpool la quale – nonostante il sindacato abbia accettato la riduzione delle pause a parità di salario, spostato la pausa mensa e fine turno (come in Fiat), concesso straordinari e flessibilità e nonostante i cospicui contributi provinciali – ha deciso di chiudere i battenti e spostare una parte consistente della produzione da trento a Varese.
Questo dovrebbe dimostrare anche ai più incalliti che puntare alla riduzione del costo del lavoro agendo esclusivamente sulla prestazione del lavoratore, aumentando cadenze e saturazioni alla lunga porta alla chiusura dell’azienda, non al contrario. Questo per il semplice fatto che la competitività avviene sul terreno degli investimenti, dell’innovazione di prodotto e di processo con scelte che valorizzino, anche dal punto di vista salariale, le professionalità e sulle intelligenze dei lavoratori.
Ma fare questo comporta progettualità, costruire proposte alternative, contrastare le politiche di austerità e rivendicare accanto ad una politica di riduzione dell’orario di lavoro una vera politica di investimenti produttivi certi e quantificabili.
Una strada che ad alcuni appare troppo faticosa e quindi hanno scelto la politica della “riduzione del danno” che è una della cause per cui l’Italia è il solo paese che davanti ai disastri economico sociali prodotti dalle politiche di austerità europee ha scelto la strada della rassegnazione anziché quella della lotta per cambiare questa politica neoliberista e per costruire un mondo migliore che abbia al centro la valorizzazione del lavoro, la difesa dei beni comuni e l’universalità dei diritti.
Ezio Casagranda

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Un commento

  • Carlo

    Volevo fare delle rettifiche in riguardo della mia Azienda! La Luxottica. Soprattutto per quanto riguarda le pause. Troppe cose non vere sono state dette in questi ultimi giorni anche da parte della mia R.S.U. Addirittura hanno detto che in autunno ci sarà una chiusura ed intanto ci hanno tolto una settimana di ferie. Da 3 a 2. Questa settimana stiamo lavorando(dovevamo essere in ferie).Io è dal 1989 che lavoro in Luxottica ed è sempre stato di 40 minuti le pause! 20 il mattino 20 il pomeriggio da 10 minuti ciascuna. Dico questo perché non passiamo per quello che non siamo pur restando fedele alle mie idee. Di un ennesimo sacrificio si tratta condiviso anche dal sindacato ma dandoci l’ennesima responsabilità a noi lavoratori con la votazione. Io non ho votato. Ringrazio anche lo Slai Cobas per la solidarietà. Per quanto riguarda la mia Azienda io non ci credo più. Da troppo tempo promette investimenti ma intanto smantella reparti ed incentiva perché le persone se ne vadano. Spero che il 2014 sia veramente l’anno della svolta se no non lo so. Carlo Lorenzi lavoratore Luxottica.

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