Manutencoop Rovereto e i diritti negati

USB-Cgil-RoveretoOggi le lavoratrici iscritte a USB hanno deciso di volantinare davanti alla sede della Cgil di Rovereto per denunciare il fatto che, nonostante la maggioranza delle lavoratrici abbiano chiesto a Cgil e Cisl di effettuare le elezioni della RSU (Rappresentanza sindacale unitaria) in modo da permettere alle lavoratrici e lavoratori delle pulizie dell’ospedale di Rovereto di eleggere i propri delegati sindacali, le confederazioni ed in particolare la Filcams Cgil – sindacato maggioritario – non intendono procedere alla elezione dei delegati sindacali a prescindere dal sindacato di appartenenza.(leggi volantino) Così facendo i sindacati confederali reggono la sponda alla Manutencoop che, nonostante USB Lavoro Privato conti una ventina di iscritti (su 80 dipendenti) non riconosce il diritto a queste lavoratrici di avere una rappresentanza sindacale. Per questo oggi le lavoratrici ed USB Lavoro Privato hanno voluto denunciare alla pubblica opinione la doppia faccia di un sindacato che, nel mentre raccoglie firma sulla “carta dei diritti” nei fatti nega ad altri lavoratori quei diritti sindacali per cui raccoglie le firme. Immediatamente il responsabile della Cgil Burli è sceso in strada per dirci che eravamo sulla proprietà privata della Cgil invitandoci a spostarsi sulla pubblica strada altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri. Naturalmente abbiamo rispedito al mittente la richiesta di Burli ribadendo il dritto delle lavoratrici di esprimere il loro dissenso verso il comportamento antidemocratico della Filcams Cgil. Un comportamento che dimostra come la Cgil sia caduta in basso. Nei mesi scorsi abbiamo volantinato davanti alla Marangoni ma nessuno è uscito per dirci di spostarci sulla strada perché dove eravamo era di proprietà del Marangoni. Nel pomeriggio, apprendiamo del comunicato del Segretario FILCAMSCaramelle, il quale accusa USB di monopolizzare le lavoratrici. Innegabile è la confusione ideologico sindacale di determinati funzionari, i quali si appellano a normative che non pregiudicano quanto richiesto dalle lavoratrici. In data 3 febbraio 2016, le lavoratrici hanno raccolto una cinquantina di firme con le quali si chiedeva alle cortesi OS CGIL, CISL e UIL di avviare l’elezione delle RSU nel cantiere Manutencoop presso l’Ospedale di Rovereto. Cosa vuol dire poi che esistono regolamenti nazionali estranei a FILCAMS per i quali le RSU non possono esistere?! Forse la confusione normativa li ha ricondotti al ventennio fascista dove esisteva un Sindacato a servizio del fascio, quindi dei padroni! Io presumo che il regolamento da applicare sia il famigerato accordo del 10 gennaio 2014 (tra l’altro ci meravigliamo, anzi no, che Caramelle non lo abbia ancora letto e interpretato o per lo meno non lo abbia accennato nelle sue dichiarazioni restando sul molto vago). “Parte 2 comma 1) Ambito ed iniziativa per la costituzione Rappresentanze sindacali unitarie possono essere costituite nelle UNITA’ produttive nelle quali il datore di lavoro occupi più di 15 dipendenti, ad iniziativa delle organizzazioni sindacali di categoria aderenti alle Confederazioni firmatarie dell’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011, del Protocollo 31 maggio 2013 e del presente accordo interconfederale. … Hanno potere di iniziativa anche le organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del c.c.n.l. Applicato nell’unità produttiva..“ PERCHE’ ALLORA NON INDICONO le elezioni della RSU? PAURA DI INCORRERE IN BRUTTE SORPRESE? O SOLO INTERESSE NEL MANTENERE UN MONOPOLIO ECONOMICO? E poi nella Loro “carta dei diritti” non compare all’articolo 23 comma 1 la dicitura “Tutti i lavoratori hanno il diritto di organizzarsi liberamente..”? Non sarà per caso un’altra carta straccia? Tanto per fare i moralisti del caso, noi ci domandiamo come mai in un’assemblea nella quale chiedevamo l’avvio della procedura per la composizione delle RSU, i funzionari CGIL e CISL chiamarono in loro difesa l’Azienda Manutencoop… Per tanto a che serve scioperare contro l’apertura di un tavolo per il rinnovo del CCNL se poi in quel tavolo ci si presenta agnelli e rinunciatari dei diritti acquisiti negli anni delle lotte? Siamo stati accusati di essere estranei alle lotte dei lavoratori dagli stessi rappresentati sindacali che, ad esempio, preferiscono privatizzare la sanità o la pensione invece che mobilitare le masse contro un sistema sociale ormai marcio. USB non si fletterà ai voleri dei potenti ma mobiliterà sempre più lavoratori nelle piazze e li unirà eliminando l’individualismo rilanciando il proletariato verso una confederalità sociale compatta. Rispondiamo in fine che Noi diamo visibilità ai lavoratori e alle lavoratrici, questo perchè Loro sono USB e non i funzionari e di sicuro non mettiamo a tacere ciò che potrebbe essere scomodo o in contrasto con i poteri. USB Lavoro Privato Trentino

Un commento

  • Gianni Sartori

    APPELLO URGENTE PER NUSAYBIN

    Raccogliendo l’appello della Commissione Affari Esteri di HDP (Partito Democratico dei Popoli), l’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI Onlus) chiede, in particolare a esponenti delle istituzioni e delle organizzazioni per i diritti umani, di partecipare a una delegazione che il più urgentemente possibile si rechi nella zona della città di Nusaybin, sotto coprifuoco totale (24 ore) da ormai quasi 80 giorni.
    Questa la situazione:
    mentre da giorni l’esercito turco bombardava indiscriminatamente interi quartieri, il 26 maggio le Unità di Protezione Civili (YPS) curde dichiaravano pubblicamente di aver lasciato la città il giorno precedente per evitare ulteriori sofferenze alla popolazione civile. Ma, nonostante questo gesto unilaterale di cessate il fuoco da parte delle YPS, gli attacchi si sono ulteriormente intensificati.
    Mentre le unità speciali della polizia turca e i militari continuano a bombardare e sparare, HDP e alcune organizzazioni della società civile stanno cercando di impedire che qui si ripetano altri massacri come quelli avvenuti a Cizre dove circa almeno duecento persone erano state bruciate vive negli scantinati dalle forze di sicurezza. In particolare tentano di garantire un’uscita di sicurezza dall’area assediata per i civili.
    In base ai dati forniti da HDP una settantina di persone, tra loro molti bambini, erano riuscite a uscire dalla città, ma sono state immediatamente fermate e arrestate dai turchi. Avvocati, familiari e il deputato di HDP di Nusaybin, hanno dichiarato che molti dei fermati sono stati sottoposti a tortura.
    Una conferma che le esibizioni di umanità da parte delle forze di sicurezza nei confronti dei prigionieri (come quelle che si sono viste nei media) sono solo propaganda.
    Intrappolati sotto i bombardamenti o torturati nelle mani dei carcerieri, gli abitanti di Nusaybin sembrano non avere scelta. Per questo HDP chiede alla Comunità internazionale di “di tenere sotto attenta osservazione la situazione a Nusaybin e di usare tutti i mezzi a sua disposizione per fermare le torture alle quali sono sottoposti i detenuti e fermare il fuoco e il bombardamento indiscriminato contro la città”.
    E’ quindi quanto mai urgente che una delegazione qualificata si rechi al più presto a Nusaybin per verificare quanto sta avvenendo e impedire ulteriori violazioni dei diritti umani.
    Gianni Sartori

    nota: le spese ovviamente sono a carico di chi decide di partecipare, i gruppi saranno costituiti da 3-4 persone e dovrebbero rimanere in zona per circa quattro giorni; l’adesione deve pervenire
    (a UIKI Onlus) entro il 2 giugno

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