Manutencoop, Cgil e Cisl: oltre la complicità.

Pienamente riuscito il presidio della lavoratrici della Manutencoop di Rovereto davanti all’ospedale Santa Maria del Carmine nell’ambito dello sciopero nazionale per il rinnovo del contratto nazionale.
Le lavoratrici hanno distribuito ai cittadini un volantino che specificava i motivi della protesta che ha caratterizzato questo giornata di lotta.
Uno presidio che ha voluto richiamare l’attenzione dei cittadini/utenti ma anche delle Istituzioni sulla situazione lavorativa nel settore delle pulizie ed in generale nei servizi oggetto di appalto.
Per questo come USB abbiamo deciso di mantenere l’iniziativa in loco convinti che deve esserci coerenza fra le dichiarazioni e le iniziative di sciopero di carattere nazionale con i comportamenti in sede locale.
Purtroppo questa coerenza da parte dei sindacati confederali non si vede all’interno della Manutencoop dove i rapporti amicali con la direzione aziendale prevalgono sull’interesse generale , dove il favore individuale sostituisce la contrattazione collettiva sulle condizioni di lavoro.
Una realtà che vede politiche di piccolo cabotaggio finalizzate a sostituire la solidarietà fra lavoratori/trici con i piccoli interessi particolari e personali.
Sostanzialmente siamo davanti ad una modalità di esercizio del diritto sindacale che è funzionale alla gestione paternalistica e autoritaria del personale da parte aziendale.
In questo contesto trova alimento la scelta della Manutencoop di escludere USB dal confronto sindacale, di attivare politiche discriminatorie nei confronti delle nostre associate fino a chiamarle in tribunale a Bologna per dirimere un provvedimento di 3 ore di multa.
Un atteggiamento quest’ultimo che dimostra una concezione arrogante, crudele e ricattatoria. Un messaggio trasversale che dimostra non solo prepotenza ma un velato messaggio di non osare contestare le scelte delle varie responsabile che poi tanto responsabili non sembrano.
Naturalmente questa denuncia pubblica di questa ”specie di combutta” fra confederali e Manutencoop non ha messo in secondo piano la lotta per rivendicare un accordo con la stazione appaltante per introdurre nel capitolato di appalto i necessari vincoli sociali atti a garantire non solo la rioccupazione in caso di cambio appalto ma anche l’applicazione dell’articolo 18 ante jobs act.
In ultima non si può dimenticare di denunciare la contraddizione fra quanto proclama la Cgil con la sua “carta dei diritti del lavoro” e/o lo stesso accordo del 10 gennaio 2014 dove si dice che in tutte le realtà produttive si dovrebbe procedere con l’elezione delle RSU.
In Trentino le RSU sono state rielette e/o elette all’Aquafil (azienda del presidente di Confindustria), alle Sensi, in Dana Italia ed in molte altre realtà ma non si eleggono in Manutencoop.
Ci domandiamo il perché?
La risposta è semplice: l’elezione della RSU manderebbe in frantumi la “combutta” fra sindacato e azienda sopra richiamata.
In Manutencoop Cgil e Cisl sono già oltre la complicità…
p USB Trentino

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