Italia commissariata: NO grazie

Cari/e compagni/e, oggi il presidente Napolitano ha ufficializzato che l’Italia dopo essere stata sotto osservazione da mesi, è ora commissariata dalla BCE e dal FMI.
La strana crisi di governo viene gestita in primis dal presidente della Repubblica con il preciso obiettivo di fare un governo che dia garanzie certe che quanto deciso dal nuovo padrone dell’Italia, BCE e FMI, sarà puntualmente rispettato senza scioperi o proteste di piazza.
Non trovate strano che in questi momenti in cui si fanno più chiari i contorni della mattanza sociale imposta dall’Europa delle banche e della finanza speculativa, assistiamo ad un silenzio “assordante” da parte delle confederazioni sindacali.
Nessuna dichiarazione della Camusso sulle dichiarazioni da parte di Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, che con toni autoritari chiedono “…che tutti mettano al primo posto l’obiettivo di salvare il Paese e per questo convergano sulle riforme che ci vengono richieste dall’Unione Europea e dalla Comunità Internazionale».
È il momento del dialogo e della ricerca di soluzioni per il bene comune», scrivono. «Entro questa settimana deve essere approvata la legge di stabilità. Occorre subito dopo dare il via all’azione forte e determinata di un governo di emergenza nazionale, con un’ampia base parlamentare. Occorre che già nelle prossime ore i mercati e la comunità internazionale percepiscano che si va concretamente delineando questa soluzione della crisi politica».
Chiedono all’opposizione di approvare, senza battere ciglio , una legge di stabiltà che contiene anche modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Per questo, cari/e compagni/e anche se abbiamo passato anni (17) a combattere Berlusocni vi suggerisco, che prima di festeggiare la sua caduta, di fermarsi alcuni minuti a ragionare sul fatto che la caduta del “Caimano” non è dovuta alle nostre lotte o alle lotte di milioni di lavoratori, dei grandi movimenti di opposizione e degli indignati del 15 ottobre. Berlusconi cade per una scelta dei poteri forti dell’Europa. Quei poteri che hanno causato la crisi europea e che hanno imposto alla Grecia una stagione di lacrime e sangue senza risolvere nessuno dei problemi posti dalla crisi stessa.
Ci troviamo davanti al fatto che le banche e la finanza europea, il capitalismo internazionale hanno sfiduciato il Presidente del Consiglio in quanto considerato ormai impresentabile, per via dei suoi scandali sessuali e per il conflitto di interessi, ma sopra tutto perché lo considerano inefficiente e quindi incapace di fare quelle “riforme” (leggi diktat) che servono per garantire gli interessi ed i profitti della speculazione finanziaria e delle banche.
Quindi il governo che lo sostituisce, a prescindere dall’aggettivo (transizione, tecnico, emergenza, ecc) avrà il compito non di fare la riforma elettorale ma di fare quello che non è riuscito a fare Berlusconi. Il guardiano degli interessi della triade (banche, speculazione, finanza).
Per questo mi chiedo e chiedo ai compagni di Sel, della Federazione di sinistra e anche di Rifondazione quale senso abbia oggi parlare di primarie o di alleanze per cacciare Berlusconi se il potere resterà, come resterà in mano alla troica europea?
Battere Berlusconi e lottare contro i licenziamenti, le privatizzazioni dei beni comuni, la svendita del patrimonio pubblico devono essere le nostre priorità, non le alchimie elettorali.
Utilizziamo le nostre forze per organizzare la lotta contro i 39 punti della Commissione Europea che colpiscono al cuore i nostri diritti, le nostre condizioni sociali, mettono in mora Governo e Parlamento lacerando la nostra Costituzione e la stessa democrazia.

Ezio Casagranda

2 commenti

  • antonio

    Sveglia Ezio? Ma come non lo sapevi che “lacrime e sangue” passano meglio con governi di sinistra? Daltronde abbiamo l’esempio del governo Prodi o ce lo siamo dimenticati….Allora che fare? Lasciare che l’odiato e putrefatto Berlusconi se la goda? Non spetta ai rivoluzionari rispondere. Possiamo anche brindare alla sua scomparsa ma è solo perchè quando hai la puzza all’interno di una stanza-italia hai bisogno di respirare, di far entrare aria nuova, altra ..ma una volta aperta la finestra ti entra dentro un’uragano..Ciò di cui abbiamo necessità è un lavoro politico di ricostruzione della capacità d’azione combattiva, sindacale e politica dei salariati, e dei movimenti degli studenti, del movimento delle donne, degli ambientalisti. Abbiamo bisogno di lotte dure e determinate su obiettivi determinati e specifici. Abbiamo bisogno di vittorie parziali che restituiscano speranza e diano slancio ad altre lotte, che facciano maturare esperienze e coscienza, che da una situazione di mera difesa, per lo più disperata, possano portare a un cambiamento se non a un ribaltamento dei rapporti di forza. Ma questo può darsi solo incidendo sui rapporti di forza effettivi nei luoghi di lavoro e di studio, attraverso la mobilitazione e lo scontro sociale capillare, non mediante campagne d’opinione, iniziative referendarie e manifestazioni-spettacolo.
    Antonio Marchi
    p.s. Sono solidale con le valutazioni di Gianfranco Poliandri.

    • Ezio

      Sono d’accordo con te, per questo bisogna battersi per una vera alternativa di classe e quindi contrastare ogni iniziativa di inciucio o cordate elettorali per qualche posto in parlamento o in consiglio provinciale.
      nello stesso tempo è però necessario uscire dalla sola teoria a essere in piazza a lottare, con tutte le difficoltà che consociamo, per dire NO a queste operazioni messe in atto dalla casta.

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