Diritto di critica, dissenso e democrazia

Sabato scorso nell’ambito dell’iniziativa promossa a livello nazionale denominata “NO Monti Day”, in occasione della presenza del premier a Riva del Garda abbiamo organizzato la nostra protesta nella cittadina gardesana per far sentire il dissenso che accompagna presidente e ministri di questo governo ogni volta che escono dai palazzi del potere.
Così è stato per la Fornero e Passera il 2 e 3 giugno 2012 e così è stato sabato per Monti.
Una manifestazione composita organizzata dalla “rete welcome monti” che sotto lo sloga “sMONTIamolo” ha riunito in un’unica lotta la società civile, movimenti, dal cso bruno e del nord-est, dal partito della rifondazione comunista, dalla sinistra unita, dagli studenti medi ed universitari e quanti sono impegnati a contrastare le politiche di Monti e l’austerità imposta dalla BCE.
Monti, come la Formero ha gettato la maschera della sobrietà per vestire i panni del demolitore dello stato sociale, dei diritti, dei beni comuni disegnando un futuro di sacrifici precarietà e povertà per milioni di cittadini.
Naturalmente il potere non accetta di essere contestato ed ha preparato una campagna mistificante per includere paura fra i cittadini nel tentativo di isolare chi contesta le politiche liberiste. Questo era l’obiettivo di quanti hanno preparato la blindatura della città, istituito le zone rosse oltre a descrivere i manifestanti come un gruppo di violenti.
A Riva questo disegno è stato sconfitto, i due minuti di scontri, voluti e cercati, non hanno inficiato lo spirito, i messaggi ed i contenuti che hanno caratterizzato la grande manifestazione di sabato che ha visto oltre 500 persone scendere in piazza nonostante la pioggia. Una manifestazione pacifica, colorata e allegra, dove oltre a cori e slogan si sono susseguiti interventi che denunciavano i guasti provocati dall’austerità e dal liberismo di cui sono inficiate le politiche di Monti.
Sabato non abbiamo solo rivendicato il diritto di critica e dissenso ma anche rivendicato che la democrazia non conosce zone rosse e quindi nonostante il lancio di lacrimogeni “cs”, vietati dalle convenzioni internazionali, abbiamo rivendicato con forza e determinazione la nostra volontà di arrivare fino davanti al palacongressi.
Arrivati nel piazzale antistante al palacongressi al microfono si sono alternati, giovani, studenti e anziani per confutare (smontandole) le ricette liberiste di questo governo classista che toglie diritti e salario ai lavoratori per foraggiare banche e speculatori, le cui politiche creano povertà e disoccupazione, arrivata oltre il 10% mentre un giovane su 3 è disoccupato e gli altri sono precari. Infatti anche in Trentino le assunzioni a tempo indeterminato sono solo l’8% (otto) del totale delle assunzioni.
Negli interventi è stata messa sotto accusa le politiche di Dellai le quali non essendo in grado di costruire risposte di verse alla crisi mette a rischio la stessa autonomia trentina.
Infatti anche in Trentino si pagano i tiket, i servi scarseggiano, l’occupazione cala, e diventa sempre più difficile arrivare a fine mese con una retribuzione sempre più scarna e divorata dall’aumento delle tasse dirette e indirette come tariffe e servizi.
Sono state avanzate proposte come la richiesta di tassare i grandi patrimoni, di cancellare le spese militari dando applicazione dell’articolo 11 della Costituzione, cancellazione della precarietà, difesa dei beni comuni spostando le ingenti risorse finanziarie previste per le opere, inutile e devastanti, verso la ricerca, lo stato sociale, le energie rinnovabili, nuove conquiste sociali, un reddito di cittadinanza per tutti e tutte, un welfare universale che ci liberi dal ricatto del debito e dello sfruttamento, ecc.
Possiamo dire, senza paura di smentita, che la manifestazione di sabato ha saputo non solo bucare il silenzio stampa ma dialogare con la città, parlare alla gente, smontando nei fatti quel clima di presunta violenza messo in piede nei giorni precedenti e tanto caro al potere.
Purtroppo ancora una volta abbiamo dovuto constatare che gran parte della stampa anziché raccontare i motivi della protesta contro Monti, la sua austerità, le sue leggi che oscurano la libertà di stampa, penalizzano pensionati, giovani, studenti e lavoratori, ha preferito accodarsi alle banalità riportate dai mass media nazionali riducendo una grande manifestazione ad un semplice atto di violenza.
Ma questo non ci fermerà noi continueremmo la nostra lotta contro Monti ed il montismo cercando di coinvolgere tutti quei cittadini, lavoratori, giovani o pensionati, che rifiutano i diktat della troika come unico orizzonte possibile.
Ezio Casagranda
Pubblicato su giornale on-line Lagarina.it

124 Visite totali, 1 visite odierne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *