La nostra battaglia….

Pubblichiamo questa riflessione di Giovanna di CORE TAA perché la lotta per la democrazia non deve fermarsi nemmeno davanti all’arroganza di un potere, come quello della PAT, che non vuole la partecipazione dei cittadini alla vita politica. Lo dimostra non solo il pronunciamento, tutto politico e con motivazioni poco credibili del TAR di Trento, dal pronunciamento del Consiglio comunale di Trento che ha stravolto lo spirito di quorum zero o la scelta della commissione consigliare provinciale che sembra orientata a rinviare alle calende greche la discussione sull’eliminazione del quorum nei referendum. 
La redazione
Cari amici, inizia un anno denso di appuntamenti elettorali e fioriscono iniziative di ogni tipo. Molto spesso si propongono al voto gli stessi soggetti che hanno contribuito al dissesto economico e morale che è sotto gli occhi di tutti.
Nel corso del 2012 CORE ha combattuto la sua battaglia contro gli irragionevoli ed immorali costi dell’apparato politico locale. Come sapete, purtroppo, l’iniziativa è stata cassata dalla Corte d’Appello di Trento, e sul sito potrete leggere la memoria con cui ci siamo difesi, sostenendo una tesi alla quale abbiamo creduto e che ha ispirato il nostro lavoro, durato molti mesi e costato molta fatica.
Sulle pagine di qualche periodico locale e nelle parole di qualche esponente politico non sono mancate critiche feroci nei nostri confronti: parole dense di astio verso chi ha cercato di smuovere le acque assai torbide di un Trentino che vorremmo diverso.
Certo, CORE era consapevole di rischiare una improponibilità dei quesiti e un annullamento dello stesso referendum. Era già avvenuto in Friuli e i firmatari sono sempre stati avvertiti del rischio. Particolarmente dolorosa, benchè facilmente rintuzzabile, è l’accusa – ignobile visto che è stata rivolta a chi ha utilizzato solo denaro proprio per una iniziativa in cui ha creduto – di effettuare richieste referendarie al solo scopo di incassare i rimborsi previsti per legge.
La legge regionale sui referendum prevede infatti il rimborso delle spese legate all’autenticazione delle firme. Ma tale rimborso noi non avremmo voluto nè potuto richiederlo, perchè, ampliando i confini della stessa legge, obsoleti e colpevolmente mai modificati da una classe politica insipiente, ci siamo serviti di autenticatori “a costo zero”, pur se rigorosamente autorizzati. Esposti anch’essi al rischio di essere cassati come ufficiali certificatori.
CORE è stata un’operazione coraggiosa, con la temerarietà della passione e con la spontaneità che ai partiti (lo vediamo tutti) manca completamente.
D’altronde Goethe ci ricorda che le idee ispirate da coraggio sono come le pedine negli scacchi: possono essere mangiate, ma anche dare avvio ad un gioco vincente.
CORE trentino, totalmente autofinanziato, non ha utilizzato un centesimo di denaro pubblico e, a differenza dei referendum organizzati dai partiti che fruiscono di contributi e apparati strutturati, si è basata solo sul volontariato e sul desiderio popolare di partecipazione attiva.
Il gruppo degli organizzatori ha tentato la via del ricorso contro la dcisione della Corte d’Appello: gli avvocati interpellati hanno detto che si sarebbe potuto tentare, ma il costo si aggirava intorno ai 6/7000 euro. Solo per il primo grado di giudizio. E sempre che non si venisse condannati alle spese processuali in caso di soccombenza.
In tutta sincerità non siamo stati in grado di accollarci un simile rischio, visto che la nostra controparte (la Provincia Autonoma di Trento) ha molti più mezzi e molto più tempo di noi.
Sentivamo, però, la necessità di comunicarvi tutto questo in omaggio alla vostra fiducia e al vostro impegno di firmatari e sostenitori.
Da cittadini a cittadini, ci sentiamo di condividere e rinnovare lo sdegno e lo smarrimento che hanno portato noi a organizzare e voi a firmare il referendum di CORE.
Le recenti riforme sulle indennità dei consiglieri provinciali/regionali sono, a nostro parere, in gran parte fumo negli occhi.

Resta forte il desiderio di fare qualcosa: possiamo provarci insieme?

Giovanna Giugni per CORE TAA

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