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Anche il coordinamento NO TAV Trentino sarà presente alla manifestazione

Sabato 23 marzo una grande manifestazione di popolo percorrerà la strada da Susa a Bussoleno per dire che il TAV si può e si deve fermare. Non solo la Torino-Lione ma anche il TAV del terzo valico e il TAV del Brennero e tutte quelle grandi opere inutile e dannose.
Il Tav, nonostante la propaganda del governo con il sostegno dei mass media appare sempre più una scelta politicamente scellerata e socialmente devastante che davanti a questa crisi economica si configura come un’operazione di rapina delle risorse destinate al welfare (sanità, scuola, saperi, reddito, ecc.) per finanziare i poteri forti e le grandi multinazionali del cemento e della speculazione.
Migliaia di cittadini, provenienti da tutta Italia, il 23 marzo saranno in marcia verso Bussoleno per esprimere, anche fisicamente, la contrarietà alla linea TAV Torino-Lione, diventata il simbolo delle Grandi Opere inutili che, in quanto tali, non incidono sulla qualità delle infrastrutture, quindi non servono alla collettività ma soltanto per finanziare quella che ormai è la cassaforte, con relativo bancomat, del sistema politico.
In marcia per rivendicare dal governo e da parlamento la cancellazione tutte le grandi opere che negli anni si sono dimostrate dannose, inutili e insostenibili sia dal punto di vista ambientale che finanziario per dirottare queste ingenti risorse verso i settori del trasporto pubblico locale, sanità, welfare, lavoro, prevenzione del dissesto idrogeologico, energie alternative, ecc.
In marcia per sostenere la legittimità della lotta di un movimento (contro il quale il governo si è costituito parte civile dopo aver militarizzato il territorio), convinti che la democrazia non può essere avulsa dalle lotte e dal conflitto sociale compresa anche l’opposizione fisica alle prevaricazioni del potere politico e amministrativo.
“Contro di noi non c’è colore politico, ci sono cori di corvi che gracchiano per sconfiggerci e metterci a tacere, spaventati che il seme della Valle che Resiste si moltiplichi in altri territori e in altre comunità”. Questa verità scritta sul manifesto di convocazione della manifestazione di sabato prossimo racchiude tutto il senso politico e sociale di una lotta di popolo che vede continuamente crescere la solidarietà degli italiani.
Processi in aule bunker, richieste di danni e provvedimenti repressivi delle libertà personali di quanti in valle ed in Italia si oppongono al TAV non fermeranno una lotta di popolo che ormai ha travalicato la Valsusa per coinvolgere l’Italia intera.
Una lotta contro la truffa del secolo ma anche contro un sistema di potere che non ammette dissenso e che vuole affamare i cittadini, devastare l’ambiente per garantire a pochi profitti ingenti da cui dipartono i mille rivoli chiamati tangenti.
Anche il nostro Trentino sarà devastato dal TAV del Brennero. 30/40 anni di cantieri con poca occupazione e tanto inquinamento, 218 Km il tracciato di cui 195 in galleria a doppia canna, 119 falde acquifere in pericolo, 63 miliardi il costo previsto. Un disastro che prosegue nel silenzio della Pat che può contare su una stampa troppo spesso disattenta alle denunce di quanti, anche in Trentino Alto Adige, si oppongono alle politiche delle grandi opere dal TAV a Metroland .

Ezio Casagranda

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