Crisi, aumento IVA e F-35

Oggi è stato il “day after” della crisi di governo voluta dal caimano per evitare la decadenza da senatore e si sono sprecate le dichiarazioni più o meno scandalizzate, le prese di distanza e le torsioni semantiche dei politici.
Scrive il direttore de Il Fatto Quotidiano che nemmeno nei paesi del terzo mondo “ si è mai visto che un condannato per reati gravissimi possa disporre di 97 deputati e 91 senatorie 5 ministri imponendo loro le dimissioni dal Parlamento e dal governo come si fa con la servitù, anzi peggio visto che i domestici hanno diritto al preavviso”. Non si può che concordare con quanto scrive Padellaro anche se non coglie le responsabilità che stanno a onte di questa crisi.
La responsabilità materiale di aver staccato la spina al governo è senza dubbio di Berlusconi ma la responsabilità politica di aver messo in mano al Caimano il futuro del governo ha precise responsabilità nella figura del Presidente Napolitano e del PD che in tutti questi mesi hanno fatto i salti mortali per garantirgli agibilità politica oltre che permettergli di dettare l’agenda governativa e di imporre il suo programma di governo nonostante abbia perso le elezioni.
Per questo le prese di posizioni del PD e le dichiarazioni di Napolitano non convincono perchè assomigliano al gioco delle tre carte. Infatti mentre Napolitano parla di stabilità non solo permette ma è primo artefice della cambiamento della Costituzione.
Infatti il governo di Enrico Letta, ora al capolinea, nel mentre ha saputo abilmente rinviare le scelte importanti si è fortemente impegnato per stravolgere l’assetto della Costituzione della Repubblica.
Non va dimenticato che sotto la regia di re Giorgio PD e PDL volevano cambiare metà della Costituzione, cioè distruggerla, iniziando con lo scardinamento dell’articolo 138 messo a tutela della Carta dal manomissioni improvvisate.
Oggi ascoltando le dichiarazioni dei vari rappresentanti della Casta, oltre a provocarmi un senso di nausea, hanno confermato la loro distanza dalla realtà che vivono i cittadini italiani.
Non parlo delle ridicole dichiarazioni degli ex ministri pidiellini riassunte nella dichiarazione di essere ”diversamente berlusconiano” di Alfano ma di come questi politici, da Monti ad Epifani, non si sentano preoccupati che l’economia sia al tracollo, la recessione, continui inesorabile come le delocalizzazioni ed i licenziamenti, che la Spagna acquisti a prezzi stracciati la nostra rete telefonica, che Alitalia venga “regalata” ai francesi dopo che i capitani coraggiosi di berlusoconiana memoria hanno fallito, che pezzi di Finmecanica siano venduti per sanare i buchi della banche.
No, sono preoccupati per la legge di stabilità e per la mancata riforma elettorale. (nessuno spiega perchè non si è fatta in 6 mesi di governo) e non dell’aumento dell’IVA che va a colpire le classi più deboli del paese oltre che diventare un freno per quella tanto conclamante ripresa.
E’ veramente vergognoso – oltre che scandaloso – che nessun partito o parlamentare si alzi e dica che essendo il Parlamento sovrano (a prescindere dal governo) proponga di recuperare quel miliardo che eviterebbe di aumentare l’IVA togliendoli dagli stanziamenti previsti per il TAV o per l’acquisto degli aerei F-35 e riducendo le spese per le missioni di guerra all’estero?
Purtroppo pd, pdl lista civica di Monti litigano non su cosa fare per far uscire l’Italia da questa situazione di crisi e di marasma sociale ma solo di chi è più efficiente nell’applicazione delle direttive provenienti dalla troika europea.
Oggi Pacher e Rossi si lamentano che questa crisi mette in forse gli accordi fra stato e provincia e volutamente dimenticano che proprio il loro partito, il PD ed i loro parlamentari (Panizza in testa) sono stati artefici di questa crisi figlia della larghe intese da loro volute e sostenute. Ci sono troppe lacrime di coccodrillo in questa campagna elettorale.
E’ ora di mandare a casa questa classe politica.
Ezio Casagranda – candidato presidente lista PRC

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