Cacciamo Renzi e la Troika

4d3465a9a7 Venerdì 24 ottobre 2014 Sciopero Generale nazionale
Il governo Renzi, come i governi che l’hanno preceduto, è un burattino nelle mani della Banca Centrale Europea e del fondo monetario internazionale, che persegue le vie neoliberiste, adottate dalla Thatcher negli anni 80, favorendo le rendite finanziarie a scapito del lavoro e dello stato sociale.
Con la tanto annunciata Riforma del lavoro, meglio conosciuto Jobs Act, il governo vuole cancellare l’ultima parvenza di diritti nel mondo del lavoro (già pesantemente colpito con la riforma Fornero); infatti la riforma prevederebbe: liberalizzare i licenziamenti illegittimi oggi tutelati dall’articolo 18, introdurre il contratto a tutele crescenti (in realtà un contratto di prova, per cui l’imprenditore anche dopo anni può decidere di di interrompere in qualsiasi momento), aggiungere il TFR in busta paga (circa 35/40 euro lordi) che DOVREBBE sostituire gli aumenti salariali del CCNL oggi fermi al palo. Si tratta quindi di una truffa bella e buona che va ad aggiungersi al blocco dei contratti e riduzione del perdonale per il Pubblico Impiego, con la conseguente chiusura di uffici e servizi.
Svendita di aziende e servizi pubblici per pagare parte del debito, perseverando or dunque nell’ingiustizia sociale per cui salute, scuola, asili e beni comuni saranno ad appannaggio di chi ha i soldi per “comprarli”, attacco alla previdenza pubblica, dequalificando l’INPS, per sostituirla con il grande affare finanziario dei fondi pensioni privati.
In questi anni si sono alternati al governo svariati soggetti, diversi nel nome, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, ma uguali nei contenuti e nel risultato. Crescita del debito, privatizzazione dei servizi sociali, riduzione dei diritti e impoverimento culturale del paese.
Pur avendo fatto manovre lacrime e sangue, lo stato del paese è drammatico, la disoccupazione è a livelli mai visti prima; infatti negli ultimi anni si sono persi 1.600.000 di posti di lavoro, la precarietà è diventata la condizione per masse enormi, la pensione si allontana sempre più fino a 70 anni, le famiglie senza soldi perdono la casa ed i giovani che non studiano e non lavorano sono ormai il 50%, senza avere un reddito e neanche una prospettiva.
In questo momento in Italia c’è bisogno di: chiudere la stagione dei governi di espressione dei poteri finanziari e delle banche europee, rimettere in discussione il pagamento del debito che sta strangolando l’economia italiana, attivare una concreta e forte lotta alla disoccupazione, realizzazione di un piano di opere pubbliche nei nostri settori strategici (beni culturali, turismo, ricerca, cultura, tutela dell’ambiente, giustizia ecc.) utilizzando i fondi europei che giacciono inutilizzati nelle casse dello stato, lotta all’evasione fiscale e contributiva, attivare una politica industriale che sostenga lo sviluppo tecnologico e scientifico delle imprese (nazionalizzando le imprese strategiche e quelle che vanno risanate per impedire disastri ecologici), rilanciare le funzioni ed il ruolo dello stato in economia e della pubblica amministrazione nella società, arrestare le privatizzazioni e riportare all’interno i lavoratori ed i servizi oggi esternalizzati, tornare ad una previdenza che garantisca il pensionamento a 60 anni (garantendo un livello di vita decente per gli anziani e che liberi posti di lavoro per i giovani), inoltre c’è bisogno di salario e reddito, perché solo rilanciando il potere di acquisto delle famiglie e dei lavoratori sarà possibile far ripartire l’economia.
Anche a Trento i lavoratori, le lavoratrici, i cittadini,e quanti hanno deciso di non arrendersi alle logiche liberiste ed intendono resistere alle sirene renziane che invitano alla rassegnazione ed alla sottomissione all’impresa scenderanno in piazza per un presidio davanti alla provincia per dire NO alle politiche di austerità sia a livello nazionale che provinciale.
Le modalità della protesta saranno rese note nei prossimi giorni.
USB – SBM Trentino

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