Base Militare e Valdastico una sola lotta

Oggi a Trento nell’ambito delle iniziative a difesa della Costituzione e per la difesa della terra come bene collettivo e contro i nuovi e vecchi colonialismi si sono svolte due iniziative importanti.
La prima è stata presso i terreni dove avrebbe dovuto sorgere la nuova base militare a Mattartello dove si è svolto un presidio per dire la mancata costruzione della base è una vittoria dei movimenti che tra mille difficoltà e denunce è riuscita a mobilitare la pubblica opinione per dire che il trentino non vuole strumenti di guerra sul proprio territorio.
Abbiamo scritto che ora, chi ha sostenuto la costruzione della base militare espropriato ettari di terreno a vocazione agricola, depositato migliaia di metri cubi di materiale di smarino della galleria di Ziano di Fiemme, speso oltre 28 milioni di soldi pubblici dovrebbero essere chiamati a rispondere delle proprie scelte davanti alla corte dei conti per sperpero di pubblico denaro.
Invee la magistratura, nonostante una prima assoluzione, vuole procedere contro quanti hanno manifestato contro la base militare. Una vergogna prima ancora che un’ingiustizia.
Come movimenti che ci siamo opposti alla base militare abbiamo chiesto che questo terreno sia bonificato e ridato alla collettività attraverso la costruzione diun parco pubblico e spazi di agricoltura sociale.
Vigileremo per evitare che gli appetiti della speculazione si approprino del terreno per costruire centri commerciale, nuove cittadelle tipo “Albere” o peggio ancora sia utilizzata come discarica per gli inerti delle gallerie del TAV.
La seconda iniziativa si è svolta nel pomeriggio presso la sala rosa della regione organizzata dai comitati trentino e veneto che si battono contro la costruzione della Valdastico (la cosiddetta PI.RU.BI).
Cinque relatori preparatissimi hanno esposto i motivi economici, ambientali, politici, giuridici e finanziari che stanno alla base della contrarietà alla Valdastico.
Economici: perché le stesse valutazioni dei promotori risulterebbe un’opera in perdita dovuta al poco traffico, anche alla luce del Qudrante logistico di Verona e gli alti costi di manutenzione e di funzionamento;
Ambientali: perchè mette a rischio importanti falde acquifere dell’altipiano di Lavarone e Foglaria e lo scavo produrrebbe oltre 6,5 milioni di metri cubi di smarino difficilmente collocabili;
Politici: Contro il tentativo del governo che vuole portare in Europa il livello decisionale espropriano la nostra provincia del diritto di veto e perché si cerca di barattare la proroga della concessione A22 in cambio del sì della Pat alla Valdastico;
Giuridici: l’iter imposto dal governo ha determinato due ricorsi da parte dei comitati e del comune di Besenello per ribadire che le prerogative del comune non possono essere stracciate sull’altare dei profitti di Serenissima.
Finanziario speculativi: Valdastico servirebbe alla Serenissima solo per chiedere la proroga della gestione della Brescia Padova che porterebbe nelle casse della stessa oltre 75 milioni di euro in pochi anni.
Come Rifondazione abbiamo portato il nostro contributo alla discussione rimarcando la nostra contrarietà alla PIRUBI e denunciando la contraddizione di questa giunta provinciale che nel mentre mantiene giustamente il suo NO alla Valdastico finanzia il TAV del Brennero e altre grandi opere distruttive del territorio e dell’ambiente trentino.
Abbiamo sottolineato come i veri motivi per la Valdastico siano puramente di carattere finanziario e speculativo e quindi tutto quanto scritto sulla capacità salvifiche per la Valsugana sino operazioni mediatiche, come denunciato dal professor Curzel, per mettere una valle contro il comune di Besenello e quanti si opponevano all’autostrada A31.
Ho voluto mettere assieme queste due notizie perché, seppur trattando realtà diverse, hanno in comune la richiesta dei cittadini di essere protagonisti nelle decisioni che riguardano le lotte per la salvaguardia dell’integrità del nostro territorio.
Ezio Casagranda

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