Un mostro antisociale

I tre di Arcore hanno partorito un mostro.

Dopo sette ore di discussione hanno stilato un documento che salva ricchi, taglia le pensioni, toglie la tassa di solidarietà e rimanda alle calende greche ogni ipotesi di tagli alla casta. Un mostro antisociale tanto che il taglio alle pensioni (mancato recupero del servizio militare e riscatto della laurea) lo hanno subito ritirato anche a causa delle proteste emerse in casa leghista.
Nel vertice di Arcore é successo quello che di peggio si poteva immaginare, cancellazioni, aggiunte, riscrizioni e della manovra di agosto é rimasto in piedi solo l’articolo 8, quello che cancella lo Statuto dei lLvoratori e permette il licenziamento senza giusta causa dei lavoratori. Il mantenimento dell’articolo 8 della manovra oltre ad essere un rregalo agli imprenditori nostrani è anche l’unico collante di questa maggioranza.
Berlusconi dice che non ha messo le mani nelle tasche degli italiani, quelli ricchi, ma in compenso ha messo mani e piedi nelle tasche dei pensionati e dei cittadini che si vedranno ridurre i servizi sociali e aumentare le tariffe dovute ai tagli ai comuni.
Questa maggioranza appare sempre più confusa a causa delle spinte delle faide interne e nonostante i continui summit le proposte che di volta in volta vengono avanzate non rispondono ad un progetto complessivo ma alle esigenze elettorali dei vari soggetti che compongono la triade di governo.
Questo dobbiamo dircelo, é anche il risultato di un sistema maggioritario. Infatti basta qualche decina di migliaia di voti di scarto per vincere o perdere le votazioni. Un simile sistema da ai vari Scilipoti di turno un potere enorme e quindi le scelte non vengono fatte in relazione ad un progetto ma nella esclusiva logica delle alleanze in vista delle prossime elezioni politiche.
Parlano di manovra, di debito sovrano ma intendono alleanze, candidature e ricerca di collegi sicuri per essere rieletti.
Non é casuale che dal vertice di Arcore siano sostanzialmente sparite le proposte di riduzione dei privilegi della casta politica.
Per questo, come ho scritto nella lettera inviata al Presidente Napolitano credo sia necessario cacciare questi incapaci dal governo ed andare subito alle elezioni anticipate per dare la parola ai cittadini mettendo a confronto, nella campagna elettorale,  le scelte per uscire da questa crisi.
Questa scelta risponde non solo ad una esigenza etica e morale ma sarebbe una vera occasione per far votare i cittadini su dove e da chi vanno reperiti i soldi per pagare la crisi.
Le proposte sono sul campo: colpire i patrimoni (esclusa solo la prima casa), le rendite, ridurre drasticamente le spese militari, cancellare le grandi opere (TAV, tunnel del Brennero, ponte sullo stretto, ecc), recuperando in questo modo le necessarie risorse per difendere salari e retribuzioni, salvaguardare i servizi sociali, promuovere un piano di piccole opere e la cosidetta green economy e, natualmente, ridurre il debito. (www.sbilanciamoci.org)
Una scelta possibile ma che all’oggi non sembrano fatte proprie dalle opposizioni parlamentari che continuano a rimenere attaccati alle logiche neoliberiste.

Ezio Casagranda

31 agosto 2011

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