Quando prevalgono i particolarismi….

Cos’è lo sciopero oggi?
Quale utilità ha per risolvere le questioni del lavoro?
Le questioni sociali?
Quanta partecipazione occorre per un’efficace lotta?
Quale promozione per richiamare le masse?
Perché dividersi in un momento tanto difficile e con poche risorse umane e di mezzi finanziari?

Queste le domande che mi sono posto dopo aver letto del rifiuto a promuovere uno sciopero unitario proposto da USB ad alcune organizzazioni sindacali minoritarie.
Cosa ci si può aspettare da un’astensione dal lavoro divisa? Poca partecipazione!
Il contenzioso che non ha permesso l’avverarsi d’un processo unitario è una posizione ideologica intransigente o questioni personali mai risolte?
Ognuno vuole la sua poltroncina per ricavarne un qualche guadagno d’immagine presso i propri fans?
Infatti questi sindacati settari assomigliano più a dei fan club più che a delle rappresentanze di lavoratori. Alla fine sono i lavoratori che decidono di partecipare, loro che danno forza ad uno sciopero, loro che votano per il loro meglio, non uno sparuto manipolo di pressapochisti disorganizzati. Il lavoro quotidiano per riunire i lavoratori attorno ad un sindacato alternativo alla triplice è duro e non sempre il terreno conquistato è fatto di coerenza ideologica, ma di rassegnato compromesso per non far frenare la sempre più fragile diga dei diritti. Una questione di libertà di movimento e strategia.

La libertà dei lavoratori da fastidio a tutti, sopratutto se non seguono il percorso tracciato dalle analisi d’improbabile “piccoli leader” o peggio osano criticare la loro superiore posizione culturale.
Quindi qui mi pongo un’altra domanda: di chi fanno i reali interessi certe associazioni di lavoratori? Della propria frustrata ideologia o dei padroni che vogliono abbattere?
I lavoratori se ottengono qualcosa proviene da compromessi al ribasso (specialmente con le sigle maggioritarie). Troppo deboli a causa di sindacati compromessi o disuniti, troppo impreparati grazie a rappresentanze più vicine al datore di lavoro o orgogliosamente racchiuse nella propria identità settaria.

Un giorno di sciopero è una bella sommetta che il lavoratore perde dal suo magro stipendio.
La perde due volte se il compromesso è al ribasso, tre volte se il sindacato è anche affine al padrone e li tradisce e la perde innumerevoli volte se l’interesse particolare è più rilevante di quello generale e conduce ad una lacerazione e ad una mancata unità nello svolgimento dell’azione dello sciopero.
Non siamo più nel ’68, alcuni non l’hanno ancora capito. Internet ha uniformato tutto e l’informazione, martellante, è sempre più difficile da capire ed assimilare. Le ragioni d’una divisione lo sono ancora di più di questi tempi.
Infine, penso che solo quando vi sarà una disgregazione totale dei diritti e delle libertà sociali, forse, si capirà l’importanza dell’unità, della collaborazione e dell’organizzazione. Ma dobbiamo tutti affrontare un lungo calvario affinché questo venga capito e una croce nera si sta profilando sul Golgota delle cause perse del sindacalismo italiano.
Ora, i sindacati minoritari vadano pure per la loro strada, non bisogna fermarli, sono adulti.
Noi dell’USB stiamo con i piedi ben piantati nella realtà dei lavoratori d’oggi, in Italia, che la vivono senza alcuna visione ideologica, ma con molti dubbi e smarrimenti. Paure dettate da una situazione internazionale precaria e da mal affrontate questioni sociali. La politica ha superato la latitanza ed è definitivamente scomparsa dal panorama sociale per rinchiudersi nelle loro fortezze d’illusione elettoralistica. L’unica speranza è l’unità della base e che questa influenzi le coscienze italiane ed europee inducendole verso valori altruistici e non egoismi di parte o di settore.

Io non parteciperò allo sciopero che è stato indetto, qualcuno potrebbe rivolgermi una domanda: perché?
La risposta è che non vedo più futuro in questa istituzione, così come è concepita, ormai saldamente in mano ai particolarismi di settore e quindi a micro-lotte dall’amaro significato.
Lavoratori di tutto il mondo unitevi…………………………………………..?

Nicola Messina

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7 commenti

  • Ottimo e intellettualmente onesto articolo di Nicola Messina.
    Questi sono dei contributi di pensiero che valgono tanto quanto la lotta d’azione dei lavoratori.
    Questa è la strada da percorrere, seppur irta di ostacoli che appaiono insormontabili.
    Ma non lo sono se vi si oppone la volontà di resistere, di elaborare oneste valutazioni sociologiche e politiche, e di unire i lavoratori, dando loro esempi di
    lotta tenace ed organizzata.
    Che è quello che fa’ USB, attualmente l’unico Sindacato credibile che sia alternativa ai sindacati CGIL-CISL-UIL, vergognosi traditori dei lavoratori e complici dei capitalisti e dei partiti di Governo.
    Resistere, durare nel tempo, rispondere colpo su colpo.
    Avanti sempre con tenacia e determinazione, costi quel che costi.
    W il SINDACATO USB!

  • LENTA MA INESORABILE DECADE

  • LENTA MA INESORABILE DECADENZA dei sindacati confederali CGIL-CISL e UIL.

    Da più di 20

  • LENTA MA INESORABILE DECADENZA DEI SINDACATI CONFEDERALI CGIL-CISL e UIL.

    Da più di 20 anni non assolvono più il loro FINE costitutivo e funzionale: la difesa del lavoro.
    Ora il loro scopo inconfessabile è la mera sopravvivenza dell’apparato e il foraggiamento dei relativi burocrati, se si devono definirli con il loro vero nome.
    Si servono come MEZZI del denaro delle tessere e dello smarrimento e buona fede dei lavoratori.

    Accortomi di tutto ciò nella metà degli anni ’90, sono uscito dalla UIL, iscritto da decenni, delegato del mio Ente, e membro del direttivo provinciale,
    Non è certo colpa dei sindacati se la classe operaia ha subito ad opera del Capitale un inconsapevole lavaggio cerebrale e un imborghesimento tragico, perché non accompagnato dal corrispettivo accrescimento monetario.
    Sempre più borghesi nella mentalità, e con le tasche sempre più vuote.
    Ma CGIL-CISL e UIL non hanno fatto niente per contrastare tale processo degenerativo, ma, anziché proporre nuovi valori ideali, si sono limitati alla difesa, peraltro dai risultati più che penosi, dei soli interessi materiali.

    Piuttosto che sindacati così malridotti meglio nessun sindacato. Meglio difendersi da soli che farsi rappresentare da un avvocato delle cause perse.
    Fortunatamente negli ultimi tempi hanno preso forza i sindacati di base, che assolvono il vero FINE: la difesa del lavoro.
    Fra questi USB è il piu organizzato e deciso, almeno qui in Trentino.

    SOSTENIAMOLO!

  • DI MAIO SUI SINDACATI.

    Con l’uscita di ieri del capo in pectore Luigi Di Maio il Mov5☆ ha gettato la maschera in tema di lavoro.
    Ripropone l’intervento legislativo del Governo sul funzionamento dei Sindacati dei lavoratori.
    L’ennesima concezione corporativa per dirimere i rapporti fra Capitale e Lavoro.

    Il conflitto va invece lasciato al libero gioco fra le parti.
    I lavoratori, organizzati in liberi SINDACATI, nella difesa dei loro sacrosanti diritti devono sbrigarsela da soli.
    Attualmente sindacati liberi sono solo quelli di base, come USB e COBAS.
    Questi sono fuori da inciuci con Governo e partiti, e non scendono a compromessi sottobanco con il Capitale.

    All’opposto quei sindacati che, per sopravvivere, continuano a sporcarsi le mani in questi giochi perversi, non solo non vanno riformati ma è auspicabile che si tolgano dai piedi.
    Per il bene dei lavoratori.

    Ogni organismo rinasce quando si eliminano i suoi parassiti.

    I tempi sono spietati, e nessuno regala niente a nessuno.
    Se non si continua a lottare, non solo non si sta’ fermi ma si arretra paurosamente sul piano dei diritti acquisiti.
    Bisogna metterci cervello cuore e portafoglio, per sostenere questi VERI SINDACATI.

    Faccio un appello agli operai perché inizino a ribellarsi, a unirsi orizzontalmente, evitando le guerre fra poveri e reindirizzando le energie verso l’alto, come insegna il grande filosofo Diego Fusaro.

    Contro i Capitalisti e i loro burattini politici, l’ultima specie dei quali sembrano essere diventati i grullini.

  • POLLI IN BATTERIA.

    Per capire in che razza di società, pardon GIUNGLA, viviamo, consiglio ai più curiosi e consapevoli di leggere la parte n.5 (Non avrai altra società all’infuori di questa- Il Capitalismo assoluto -totalitario) del libro “MINIMA MERCATALIA” del grande filosofo neo-marxista Diego Fusaro.

  • PILLOLE DI FILOSOFIA.

    PROSTITUZIONE, DROGA E RELIGIONE.

    Mali eterni dell’uomo.

    Il sesso a pagamento, le droghe chimiche, e quelle spirituali non devono essere demonizzate e tanto meno represse, perché vanno incontro a bisogni profondissimi dell’uomo.
    La prostituzione è il lavoro più antico della storia.
    Le droghe chimiche compensano la fragilità del cervello umano, in cui le connessioni sinaptiche funzionano attraverso molecole chimiche complicate e fragili chiamate neurotrasmettitori.
    Infine, nonostante sia sicuro che non esiste nessun Dio, questo dato scientifico e’ del tutto trascurabile rispetto al fatto che le masse umane hanno un impellente bisogno di illusione, e quindi di un Dio e quindi di Religione.
    La prima legge del mercato recita che, laddove esiste un bisogno, subito si fa avanti chi, per guadagnare, lo soddisfa.
    Il grande psicologo Sigmund Freud diceva: ” chi non possiede arte o scienza, abbia almeno la religione”.

    La Religione Cattolica ha perso i popoli europei, ma mantiene l’America Latina e domina in Africa.
    In Europa si fanno sempre meno figli, in Sud America ancora molti, in Africa anche troppi.
    E’ un fatto scientifico che il tasso demografico è il fattore politico che prevale nel lungo periodo.
    I popoli sterili sono destinati ad essere rimpiazzati da quelli fertili.

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