Pulizie:sciopero contro la Spendig review

Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle pulizie del Comune di Trento che stanno lottando contro le logiche perverse della spending review.

Qualche mese fa ha iniziato il comune di Rovereto che, nascondendosi dietro la riduzione dei costi, chiamata “spending review”, ha imposto una riduzione delle ore per la pulizia degli uffici comunali con la scusate che d’ora in avanti alcune pulizie sarebbero state effettuate direttamente dal personale degli uffici.
Ora a ruota segue il comune di Trento che, bontà sua, si limita ad un taglio del 20% delle ore atto che costringerà molte lavoratrici impegnate in lavori di cura della famiglia e della casa a ridurre a 16 o a 20 ore settimanali il proprio impiego, naturalmente con la conseguente riduzione del salario.
Nell’incontro di oggi con il Sindaco, che ha presenziato all’incontro solo per alcuni minuti, questi ha ribadito che la cosa non dipendeva dalla sua volontà ma era una scelta dettata dalla spending review, quindi una imposizione nazionale voluta dal Governo Monti:
A questo punto ci chiediamo a cosa serve il Sindaco se per ogni problema sa solo dire “non dipende da me, è una cosa imposta dall’alto”?
Questa mattina le lavoratrici delle pulizie del Comune hanno incrociato le braccia per rivendicare un diritto sacrosanto: quello di difendere il lavoro, il salario e la propria dignità. Una lotta che si scontra contro l’arroganza di un potere politico che non sa, o meglio non vuole, assumersi la responsabilità di individuare soluzioni alternative al semplice taglio dei servizi e del salario dei lavoratori.
Stiamo assistendoi ad una logica che, purtroppo, non è limitata al settore delle pulizie ma coinvolge tutti i servizi comunali, trasporti, asili, sanità per finire con la raccolta dei rifiuti.
Nessuna proposta viene avanzata sul lato delle entrate che non sia l’aumento del biglietto e/op delle tariffe.
Da parte delle giunte comunali non sono arrivate proposte che vadano ad intaccare le sacche dei privilegi, le rendite speculative presenti sul territorio o rivendicare i necessari trasferimenti per garantire i servizi essenziali.
Ancora una volta siamo davanti a degli amministratori che si presentano forti con i deboli (taglio delle ore e del salario) e deboli con i forti in quanto non hanno il coraggio di contrastare le scelte sbagliate fatte dal governo centrale, come nel caso delle aperture domenicali nel commercio, fortemente osteggiate dai lavoratori del settore.
Eppure le alternative non mancano a cominciare da quella relativa alla necessità che, in fase di crisi, e necessaria una selezione degli investimenti che ponga al centro il lavoro, unico elemento in grado di garantire dignità alle persone.
Purtroppo invece le Amministrazioni pubbliche sanno solo obbedire ai loro capi partito ed essere subalterne alle scelte impopolari di governo e si limitano ad una politica di soli tagli lineari. Perdendo in questo modo la loro prerogativa principale: quella di essere rappresentante ed interprete fedele delle esigenze dei cittadini.

Ezio Casagranda

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