PD Mori: il gendarme del Vallo Tomo

Il periodico comunale “Mori informa Mori” della primavera 2017, mostra al di là di ogni ragionevole dubbio l’opera di revisionismo su quanto accaduto nel freddo inverno di Mori, da parte dell’amministrazione tutt’ora sotto accusa per la devastazione ambientale e sociale che ha prodotto.
Neanche la distruzione delle fratte e l’ergersi mostruoso del vallo tomo è riuscito a cancellare il dissenso profondo cresciuto in questi mesi; diventa dunque di “somma urgenza” la necessità di cancellare anche la memoria storica di questa comunità trentina, ricomponendo a proprio piacimento gli eventi ed omettendo accuratamente di sottolinearne altri. E’ quantomai evidente la difficoltà di spiegare l’inspiegabile e di giustificare ciò che né ora né in futuro si potrà mai giustificare.
Questa politica ha reso vano ogni tentativo di percorrere un iter amministrativo condiviso e convincente; ha negato ogni spazio possibile, relegando il dissenso argomentato alla sola protesta; ha criminalizzato la parte più sensibile e partecipativo della propria popolazione negando una possibile crescita di tutta la comunità; ha portato l’esercito dove avrebbe dovuto esserci solo l’ascolto ed il confronto onesto per l’interesse collettivo.
Se poi consideriamo il solo aspetto tecnico, sono decine le pagine redatte dai maggiori esperti italiani del campo e non solo (che potete tranquillamente visionare nei siti dedicati in internet), che dimostrano l’inutilità di questa opera in questa tipologia di territorio, della quale si mette persino in dubbio la reale efficacia da un punto di vista della sicurezza (motivo per cui è stata costruita).
Ed ora, giunto il momento della demolizione dell’ormai famigerato masso di roccia “pericolante”, si adottano tecniche di fissaggio chieste da sempre dalla popolazione e negate perchè dichiarate impercorribili fino a pochi giorni fa, proprio dai promotori del vallo tomo.
Saremmo alla farsa….se non fosse che il prezzo pagato non solo in termini economici e sociali, ma anche di devastazione del territorio, è altissimo.
A questo si aggiunga la lunga scia giudiziaria che ne seguirà: da una parte la repressione, con le svariate denunce notificate dalla procura a numerosi cittadini principalmente moriani; dall’altra le varie azioni legali intraprese in diversi ambiti per difendere quella legalità tanto decantata dall’amministrazione e che verrà posta ad accurato controllo.
Si può oggettivamente definire tutto questo “una buona amministrazione” a tutela dei cittadini?
E nulla si è compreso, nulla è stato imparato, perchè in progetto ci sono altri “vallo tomo” (fino a mori vecchio-Ravazzone ecc) che mettono in pericolo altre porzioni di territorio, di fratte e di muretti a secco (è utile ricordare che i muri a secco trentini sono in palio con altri per essere dichiarati dall’UNESCO patrimonio).
Dal canto suo quella “piccola folla” di abitanti, raggruppati di volta in volta con coraggio intorno e dentro la Tribù delle Fratte, risponde con coerenza e serenità .
Nell’ultimo comunicato pubblicato, nel quale si ribadisce “avete distrutto le fratte per niente”, organizza una festa di piazza aperta a tutti . Una festa (il 24 giugno) che, a detta dei promotori, vuole proprio riproporre quel tessuto sociale conviviale, ma anche di condivisione, solidarietà, mutuo soccorso e confronto.
Anna

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