L’iperattività della ditta Martinelli di Ala

Riceviamo e pubblichiamo.
la redazione.
L’IPERATTIVITA’ DELLA DIREZIONE MARTINELLI TRASPORTI SAS DI ALA CONTRO LE MAESTRANZE!

La direzione Martinelli trasporti di Ala (TN) in questi giorni è quanto mai dinamica nel tentare di decimare la propria forza lavoro. Non è bastata la vergognosa CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria) sottoscritta di nascosto con CGIL, CISL, UIL all’insaputa dei lavoratori!
Adesso arrivano le raccomandate disciplinari che annunciano licenziamenti per giusta causa; vengono disposte decine di visite mediche fiscali per controllare i lavoratori malati; parenti ed amici sono “sguinzagliati” nella cittadina alense per giustificare lo stato fallimentare dell’azienda, denigrando e bollando gli operai come “sfaticati”. E, ancora, un grave incidente sul lavoro occorso ad un proprio autista, assunto con contratto di diritto rumeno, “affittato” alla ditta Martinelli Slovacchia, ma utilizzato ad Ala e senza assicurazione sanitaria ed antinfortunistica. Cose che a CGIL, CISL, UIL interessano poco…

Ma andiamo con ordine.

Il secondo colosso trentino d’autotrasporti merci ha deciso di accelerare l’espulsione delle proprie maestranze avviando contro di esse decine di procedimenti disciplinari per assenza arbitraria dal lavoro. Stiamo parlando degli operai che sono stati per settimane davanti ai cancelli della ditta a rivendicare il loro salario ed a contestare la loro esclusione dal lavoro da settembre in poi senza saperne le ragioni. Un’operazione pianificata a tavolino, avallata da complici dichiarazioni stampa della CGIL sul “colpevole” assenteismo degli autisti che vorrebbero far fallire la ditta. In sostanza la direzione, durante la lotta in corso, ha inviato telegrammi ai singoli operai dicendo loro di rientrare al lavoro. Questi – ovviamente in lotta, senza soldi e con stipendi arretrati da ricevere – non hanno risposto alla chiamata ovvero hanno richiesto preventive assicurazioni ed anticipi sui trasporti da eseguire. La direzione li ha accusati di assenza arbitraria, annunciando loro che dopo quattro giorni consecutivi scatta il licenziamento. Inutile dire che le lettere sono partite dopo il quarto giorno di assenza e non prima!
Molti fra gli operai, che hanno trascorso giorni al freddo davanti ai cancelli per rivendicare le loro paghe e difendere la loro dignità, si sono ammalati. Subito la direzione della ditta alense ha pensato bene di inviare decine di visite mediche fiscali con lo scopo manifesto di verificare la veridicità delle malattie e gettare fango sulla serietà degli autisti. Operazione vistosa, costosa e, purtroppo, non riuscita, atteso che i medici fiscali hanno potuto solo constatare il reale stato di malattia degli operai.
Ma il genio dei Martinelli non si esaurisce qui. Sembra che loro parenti ed amici circolino per Ala e nella Vallagarina a piagnucolare sulle maestranze cattive e nullafacenti che starebbero portando la grande azienda al fallimento. Quegli stessi lavoratori che per lustri hanno guidato per migliaia di ore i TIR Martinelli (molto spesso fuori dalle regole), che hanno trasportato amianto (senza sicurezza), a cui sono state ridotte le paghe ed i permessi retribuiti, che hanno ricevuto gli stipendi quasi sempre in ritardo, che sono stati collocati in cassa integrazione ordinaria (di cui Martinelli ha sempre usufruito in abbondanza!), che hanno ricevuto straordinari sotto forma di rimborsi, così perdendo centinaia di euro di contribuzione INPS, che sono stati “sballottati” dalla sede italiana a quella slovacca, poi a quella rumena… Ecco questi lavoratori, che hanno arricchito la famiglia Martinelli per anni, sarebbero ora degli scansafatiche secondo gli adepti della casa alense…
A proposito di autisti con contratto rumeno. Pochi giorni fa uno di questi, assunto dalla ditta interinale rumena e trasferito alla Martinelli Slovacchia (ma operativo ad Ala per la Martinelli Trasporti sas), ha subito un grave infortunio sul lavoro in una ditta del nord Italia mentre scaricava della merce. E’ scivolato e si è gravemente fratturato il braccio ed il gomito. In tali condizioni è stato costretto a guidare fino alla sede Martinelli di Bussolengo (VR), dove ha parcheggiato il veicolo pesante (che, pare, sia la cosa più importante per la famiglia alense). L’autista è stato accompagnato in pronto soccorso dove ha ricevuto le prime cure; ma, trattandosi di autista comunitario, anche se solo nominalmente d’una ditta non italiana, è stato invitato ad uscire dall’ospedale non prima di aver pagato il ticket (almeno 100 euro!), con il consiglio di recarsi in Romania per l’operazione. Solo che in aeroporto non gli è stato consentito di partire con il braccio così fratturato ed immobilizzato, per cui è stato respinto. Ora dovrebbe trovarsi in un ospedale trentino per la necessaria operazione chirurgica che dovrebbe “salvargli” il braccio, il tutto senza che la ditta si sia peritata di denunciare l’infortunio sul lavoro e fornire garanzie al suo dipendente!

Questa è una vergogna per la provincia del Trentino, se solo si pensa che poco più di due anni fa la ditta alense ha percepito più di 12 milioni di euro in soldi pubblici dalla P.A.T., in specie dal “compagno assessore 16 mila preferenze”!

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