Lavis: una camminata NO TAV

Oggi, come altre centinaia di persone ho partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato NO TAV di Lavis per ribadire la mia contrarietà al TAV.
la manifestazione ha visto una grande partecipazione di persone comuni, di bambini che con questa iniziativa hanno voluto rimarcare la contrarietà ad un’opera inutile, costosa e devastante per il territorio e per il futuro delle giovani generazioni.
Una passeggiata fra i meravigliosi luoghi che il traforo della montagna conseguente ai lavori del TAV rischiano di fa scomparire.
Siamo partiti da piazza Manci di Lavis e attraverso i vicoli stretti del paese ci siamo arrampicati sulla parte alta del paese da dove abbiamo potuto vedere il torrente Avisio e le falde acquifere che alimentano l’acquedotto di Trento che rischiano di essere intercettate dai lavori dal TAV.
Siamo poi proseguito attraverso i vari masi che sovrastano l’abitato di Pressano fermandoci al maso Clinghen dove è stata illustrata la storia di questo maso e della peculiarità dei suoi prodotti vitivinicoli per poi proseguire lungo la vecchia strada che collegava Lavis alla Valle di Cembra fino a raggiungere Maso Toldin gestito dalla famiglia Devigili.
Una famiglia di vecchi compagni del fu PCI e che oggi sono in prima linea contro il TAV in difesa del territorio, del lavoro e del proprio prodotto.
A maso Toldin abbiamo consumato un ottimo pranzo preparato dai compagni del comitato NO TAV e abbiamo ascoltato musica e alcune poesie della compagna Clara.
La caravana NO TAV è poi proseguita verso i Sorni dove il Treno al Alta Velocità dovrebbe uscire per un breve tratto all’aperto per poi rientrate nella montagna per uscire a marco di Rovereto.
Dall’alto si gode di un bellissimo panorama e dei meravigliosi e pregiati vigneti che dovrebbero essere sacrificati sull’altare della velocità.
Claudio ha spiegato ai partecipanti i danni del TAV ma anche dell’inquinamento prodotto dal traffico in A22 e quindi – a differenza di quanto previsto dallo stesso ministero – della necessità di intervenire subito per trasferire le merci dall’autostrada alla ferrovia storica che dovrebbe essere ammodernata con nuovo materiale rotabile meno rumoroso dell’attuale.
La camminata è terminata su un terreno agricolo dove con l’esposizione di uno striscione che ricordi ai passanti la nostra contrarietà all’opera.
Quella odierna è stata una bella giornata di lotta e di mobilitazione del popolo NO TAV che dimostra che nonostante il blackout della stampa l’opposizione a questo disastro ambientale continua a crescere.
Penso che sarebbe importante dare continuità alla giornata di oggi rivendicando il coinvolgimento delle popolazioni da parte della PAT e da parte nostra un vero confronto con le associazioni degli agricoltori, dei comuni e degli albergatori spiegando loro quali sarebbero i danni all’agricoltura, alle comunità e al turismo in caso che in Trentino iniziassero i lavori per il TAV.
Ezio Casagranda

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