Il trattato APT, un uragano sui lavoratori

bolkesteinQualche anno fa un movimento di protesta che ha coinvolto l’Europa ha bloccato, nei suoi aspetti più devastanti, la direttiva “Bolkestein” che liberalizzava servizi, cancellava diritti fondamentali in quanto permetteva ad imprese con sede nei paesi dell’Est (es. Lituania, Estonia, etc.) di lavorare in Italia applicando ai lavoratori, ma non solo, contratti e leggi in essere nei loro paesi evitando così di applicare il contratto nazionale, le norme sulla sicurezza ed evitando così ogni forma di controllo sul loro operato.
La “Bolkestein” è l’esempio di una politica economica pensata per favorire il grande capitale finanziario a scapito di imprese e lavoratori, è la cosiddetta “globalizzazione”: non dei diritti, non del sapere, non dei rapporti fra esseri umani; ma solo del grande capitale finanziario.
Oggi gli effetti negativi che non sono passati con la direttiva “Bolkestein” potrebbero essere introdotti dal nuovo Accordo di Partenariato Transatlantico – APT – che introduce la totale liberalizzazione del commercio e dei servizi.
Lo stanno negoziando Michael Froman (USA) e Karel de Gucht (UE) in gran segreto e nel silenzio della stampa nazionale ed internazionale. Questo trattato darebbe alle multinazionali un potere enorme e la possibilità di denunciare i singoli Stati dove le leggi sul lavoro, sulla sicurezza o sull’inquinamento dovessero contrastare i loro profitti.
Sarebbe un disastro sociale con la cancellazione di ogni forma di diritto del lavoro che sia in contrasto con i profitti delle imprese. Altro che Job Act, Renzi, Letta, Alfano, Berlusconi e lo stesso Napolitiano si guardano bene dal denunciare questo accordo di chiedere che queste trattative siano portate alla luce del sole e dentro il dibattito politico.
Nostro compito è quello di contrastare con tutti i mezzi, a partire dall’informazione ai cittadini, dei pericoli che questo accordo chiamato eufemisticamente “Accordo per la totale liberalizzazione del commercio e dei servizi tra Europa e Stati Uniti”, rovesciando le scelte che stanno affossando l’economia reale per favorire la speculazione finanziaria.
Per questo pubblichiamo un articolo tratto da Le Monde Diplomatique a firma di DI LORI WALLACH
Avviati nel 2008, i negoziati sull’accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea sono terminati il 18 ottobre. Un buon segnale per il governo statunitense, che spera di concludere con il Vecchio continente una partnership di questo tipo. Negoziato in segreto, tale progetto fortemente sostenuto dalle multinazionali permetterebbe loro di citare in giudizio gli stati che non si piegano alle leggi del liberismo….. (clicca per leggere l’intero articolo)
DI LORI WALLACH *

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