Bocciamo il peggior contratto della storia

ccnlmMetalmeccanici, il peggior contratto della storia sindacale
Questo è il mio giudizio e quello di molti compagni e delegati metalmeccanici.
E’ un accordo che apre ad un nuovo modello contrattuale, riduce salari, diritti e consente esclusivamente la contrattazione di ricatto sul salario variabile, in materia di orari, ritmi e carichi di lavoro.
Nell’accordo siglato dalle triplice metalmeccanica viene introdotto il salario “ipotetico”. Un “aumento” che si aggirerà attorno ai 40/50 euro lordi al 5 livello calcolato con il metodo IPCA (indice dei prezzi europei depurato dai costi energetici) e saranno erogati con 6 mesi di ritardo impedendo nei fatti la certezza del recupero del potere d’acquisto.
Nessun altro aumento reale è previsto ma solo mance che non toccano i minimi contrattuali e quindi non possono essere considerate veri aumenti. Per la precisione sono:
– 80 euro di una tantum pagata a marzo 2017
– 100 euro pagati in ticket o altro per giugno 2017
– 150 euro nel giugno 2018 e 200 euro nel giugno 2019
In aggiunta viene le aziende potranno assorbire nei futuri aumenti tutti gli incrementi fissi della futura contrattazione aziendale e di quella individuale che non sia definita espressamente “non assorbibile”.
Questo significa che, per la prima volta, vengono introdotti degli aumenti che non sono uguali per tutte le lavoratrici ed i lavoratori e quindi salta anche il principio di uguale lavoro uguale salario con tutte le conseguenze che questo scelta porta con se.
Il ruolo di tutela universale del CCNL viene così indebolito pesantemente e perdo il suo ruolo centrale di strumento per la contrattazione dei minimi salariali.
Il nuovo accordo introduce strumenti di fidelizzazione aziendale del lavoratore di cui si indica solo il valore, lasciando di fatto mano libera alle aziende sulla gestione e la scelta dei servizi erogabili e si baratta salario con strumenti di welfare come la sanità integrativa o la previdenza complementare dando un’ulteriore aiuto a quanti puntano alla privatizzazione della sanità e allo smantellamento del sistema pensionistico pubblico.
Queste voci, che riguardano una parte dei lavoratori, sono compresi nel conteggio dell’aumento salariale generale e quindi snaturano il carattere “generale” degli aumenti previsti dal Contratto Nazionale.
Sul versante normativo si recepisce all’interno delle “intese modificative” la possibilità di derogare al contratto appena formato e tutti sappiamo che un contratto quando è derogabile non è più un contratto ma una cosa diversa.
Il nuovo contratto aggiunge una serie di altri peggioramenti: per la legge 104, in piena applicazione dell’art.8 si peggiora quanto previsto per legge obbligando il lavoratore a pianificazione preventiva dei permessi richiesti, si innalza l’età massima per cui i trasferimenti potranno avere carattere obbligatorio, non porta a casa nulla sul jobc act, sugli appalti e sui primi 3 giorni di malattia, ma in compenso vengono istituiti una caterva di Enti Bilaterali che nessun lavoratore controlla, per stabilire le cose ancora da definire, tra le quali spiccano la revisione dell’inquadramento (leggi demansionamento ) anche se solo per i futuri assunti, e l’armonizzazione del rinnovo col Testo Unico sulla rappresentanza, cioè l’armonizzazione con le ulteriori possibili deroghe in peggio e con le sanzioni per chi sciopera previste dal Testo Unico.
Vota NO a questo rinnovo del contratto nazionale come unica possibilità di difendersi e ricostruire un agire collettivo per la riconquista di diritti e salario.
USB c’è e lotta assieme ai lavoratori che vogliono poter decidere sul loro futuro.
Ezio Casagranda – Usb Trentino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.