Solidarieta’ con Le TRIBU’ delle FRATTE di Mori

frattemoriL’Associazione Inquilini e Abitanti e l’Unione Sindacale di Base del Trentino solidarizza e appoggia pienamente la lotta della Tribù delle Fratte, un gruppo apolitico e apartitico di Mori che sta da oltre dieci giorni lottando e resistendo al freddo e alle minacce politiche di sgombero e di denunce, per salvaguardare un bene architettonico non che culturale locale, i terrazzamenti di muro a secco (tra l’altro arte quella della muratura a secco ormai dimenticata e attualmente incentivata dalla stessa PAT) .
Proprio così, la solita prepotenza della politica provinciale che si pavoneggia della bellezza culturale e storica del Trentino, millantando un investimento nel settore turistico che purtroppo vede l’aumento della distruzione del territorio per impianti sciistici, l’azzeramento di bacini idrici causato degli stessi impianti (tanto vero che fa ridere la sponsorizzazione di Olivi degli innovativi cannoni che producono neve a +6°, senza nemmeno considerare il probabile discioglimento della neve artificiale una volta che cade a terra, causando poi allarmismo nelle estati torride, limitando l’utilizzo di acqua per irrorare gli orti) e non meno significativo l’aumento dello sfruttamento della forza lavoro nei pubblici esercizi, sottopagandola, pagandola in nero o addirittura non pagandola proprio e non meno importante facendo lavorare i dipendenti quasi 13/14 ore al giorno privando loro dei meritati riposi psicofisici.
La lotta della tribù delle Fratte di Mori ha permesso la sospensione dei lavori della costruzione di un costoso vallo tomo (una specie di pattumiera che raccoglie sassi frananti) inefficace come progettato, distruttivo ma di certo utile nell’ingrassare il solito giro di amici di qualche politico. La tribù condanna la Provincia di non aver colto altre idee o finanziato la ricerca di altri validi progetti risolutivi, la quale dichiara sempre che il progetto ultimo è solo quello provinciale e che la ricerca di altri progetti deve essere economicamente coperta (parliamo di probabili 150000 euro) dai cittadini individualmente e non dalle istituzioni. Ciò che fa più rabbrividire è l’assegnazione della Somma Urgenza ai lavori, una legge che viene applicata in caso di pericolo imminente grazie la quale i lavori vengono aggiudicati immediatamente ad una qualsiasi ditta senza nemmeno attivare un bando di appalto lavori. E’ vero, la montagna frana, i sassi cadono la natura fa il suo corso e in qualche maniera la popolazione deve essere protetta, ma non così, devastando il paesaggio sapendo che altre alternative esistono. Poi sembra proprio che tutta questa somma urgenza non esista dato che la parte di montagna dichiarata pericolosa non è stata messa in sicurezza utilizzando reti o comunque protezioni per il contenimento di eventuali frane.
In fronte a questo illogico e contraddittorio meccanismo di giro moneta i moriani stanno reagendo, tenendo in stallo la Provincia, tanto da smuovere Mellarini e Rossi, i quali con fare molto vessatorio hanno indetto un incontro non pubblico (snobbando la cittadinanza considerata sudditanza dal Principe Vescovo di Trento Ugo) a porte chiuse con i proprietari terrieri interessati agli sfratti.
Per questo USB e ASIA invitano i propri associati a presenziare

martedì 13 dicembre alle ore 19:30 innanzi al Comune di Mori

Appoggiamo attivamente la lotta della Tribù delle Fratte.

ASIA del Trentino – USB del Trentino

Un commento

  • Gianni Sartori

    17 dicembre 2016

    Comunicato

    Questa mattina, sabato 17 dicembre 2016, lungo la strada che dalla Riviera Berica porta a Mossano (costeggiando la Villa e il parco di Montruglio) sono state abbattute tre Querce secolari.
    In teoria erano Grandi Alberi tutelati, inseriti in una lista di piante protette. Avvisati da un solitario escursionista, sono intervenuti il sindaco e il responsabile dell’Ufficio tecnico di Mossano, ma troppo tardi, a ecocidio ormai avvenuto. E’ troppo chiedere che gli autori del gesto vandalico vengano penalmente perseguiti?
    I tre Grandi Alberi erano parte integrante di un viale alberato: le altre querce presenti lungo la strada ora vanno assolutamente protette.
    Cosa dire? Tre Grandi Alberi in meno, tanta amarezza e una domanda: ma è veramente questo il livello di civiltà del “Basso vicentino”?
    Gianni Sartori

    Per conoscenza, il messaggio inviato a “SALVIAMO IL PAESAGGIO” per denunciare l’abbattimento delle tre Querce

    buona serata

    Gianni Sartori

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