Tesori, tesoretti e lavoro nero

20150228_143904In questi giorni il governo in preparazione del Def (documento economia e finanza) ha scoperto un nuovo tesoretto di 1,6 miliardi da spendere (dicono i più informati) a sostegno delle categorie più deboli e gli incapienti. Da parte dei partecipanti alla corte di Renzi Si fanno cifre, previsioni di crescita del Pil e via cianciando nel tentativo di nascondere che Renzi sta preparando il secondo raggiro dei cittadini italiani. Dopo gli 80 euro, che il governo si è abbondantemente ripreso con l’aumento delle tariffe e delle accise. Una scelta elettoralistica che gli è valso il 40% delle preferenze alle votazioni europee.
Oggi con i sondaggi in calo, guarda caso in coincidenza con le votazioni amministrative, si scopre un nuovo tesoretto fatto di operazioni contabili e spostamenti di spesa, per vincere le elezioni.

Ma il vizio di Renzi di copiare in salsa moderna il metodo Lauro di compravendita indiretta di voti, viene copiato anche dai vari vassalli di periferia e quindi anche la nostra giunta provinciale ha scoperto il suo tesoretto di 100 milioni da spendere in vista delle elezioni comunali.
Fino a ieri – in ossequio alla spendig review, si doveva tagliare per far fronte alla spesa e no si sono lesinati a tagliare le risorse al “progettone” o alle varie forme di assistenza come la casa, ecc. Oggi scopriamo che basta una votazione per moltiplicare le risorse. Se 2000 anni fa qualcuno moltiplicava pani e pesci, oggi le votazioni moltiplicano le risorse.
Che siano i nuovi miracoli del terzo millennio?
O più prosaicamente una vera e propria presa per i fondelli dei cittadini ?
E mentre questi nostri governanti sono impegnati a trovare tesoretti i dati dell’economia reali sono da paura. Nonostante i miracoli promessi da Poletti con il Jobs act la disoccupazione aumenta così tanto che nemmeno gli artifici numerici e contabile del direttore dell’Inps Tito Boeri riescono a nascondere.
L’istat ci dice che l’occupazione non cresce nonostante si riducano diritti e garanzie sul lavoro ù si riducono le tutele sul lavoro più aumenta il ricorso al lavoro nero.
anzi i dati forniti dalla guardia di finanza dimostrano che più si riducono i diritti e le garanzie per i lavoratori più aumenta il ricorso al lavoro nero e gli evasori totali.
E questo avviene anche nel nostro autonomo Trentino dove spesso si esaltano le nostre peculiarità autonomistiche ma in materi di lavoro e di privatizzazioni le politiche del governo locale sono la copia e spesso l’anteprima delle negatività messe in atto dal governo centrale.
Basta vedere la vicenda del lavoro (chiamato eufemisticamente volontario) all’Expo. Una formula che è stata sperimentata nei vari festival dell’economia organizzati dalla provincia di Trento.
Purtroppo Boeri ha fatto scuola e ora questa forma di lavoro dilaga a livello nazionale e come, purtroppo da anni denunciamo, la precarietà non crea lavoro ma solo lavoro servile, lavoro nero e lavoro gratuito mentre la svalutazione del lavoro porta con se la svalutazione della democrazia ormai ridotta a pura formalità e privata di ogni efficacia di poter incidere sulle scelte del governo.
Ezio Casagranda

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