Nuovo statuto dei lavori, fatti e misfatti!

camusso1Nuovo statuto dei lavoratori o vecchia carta del lavoro!
Nuovo statuto dei lavoratori o vecchia carta del lavoro! Ovvero Fatti e misfatti! Dopo tutti gli accordi contro il mondo del lavoro, come il TUR o gli accordi vergognosi di Cgil, Cisl e Uil con la Donazzan per “ripristinare la legalità”, in Cgil la dialettica si esprime ormai a spinte e botte.
Il 14 febbraio 2014, durante un’assemblea organizzata a Milano soltanto per le categorie i cui gruppi dirigenti si erano espressi senza riserve per il “sì” all’accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza, un gruppo di delegati aderenti al documento congressuale alternativo “Il sindacato è un’altra cosa” – tra questi Giorgio Cremaschi, era componente del Direttivo Nazionale – si presentò volantinando le ragioni della propria opposizione.
Furono picchiati dal Servizio d’ordine della Cgil. Venerdì 26 febbraio 2016, alla Piaggio Aero di Genova, un funzionario Cgil, Gianni Perotto, dopo l’assemblea ha dato un pugno sulla nuca a un operaio di Genova che finisce in ospedale. E’ successo al termine dell’assemblea che si è tenuta nello stabilimento di Villanova d’Albenga prima del corteo dei lavoratori Piaggio, scesi in piazza dopo che l’azienda ieri ha confermato la cassa integrazione per altri 200 operai, oltre gli attuali 150.
Nella notte fra il 22 e il 23 dicembre 2015 quattro facchini iscritti al SiCobas vengono aggrediti dentro il magazzino GLS di Piacenza, dove opera la cooperativa Seam. Ad aggredirli sono stati indicati i loro colleghi di lavoro iscritti alla Cgil, benchè a volto coperto e armati di spranghe e sedie metalliche. Un’aggressione particolarmente cruenta (uno dei facchini è stato per quasi un giorno in coma, ora è fuori pericolo anche se ha vistose escoriazioni a tutto il volto) che non si spiega senza fare un tuffo nel mondo della cooperazione nel facchinaggiologistica.
Inoltre, solo due giorni prima dell’aggressione subita dai facchini SiCobas, la Cgil promuoveva a Piacenza un’iniziativa insieme a Libera, ai sindacati di polizia e alla cooperativa rossa S.Martino (quella divenuta tristemente famosa per i licenziamenti discriminatori in Ikea) sul tema della legalità nel facchinaggio-logistica, impostando una sacra alleanza fra parti datoriali, sindacati confederali e forze di polizia che, insieme a un saldo controllo sull’informazione locale, portava a compimento un “accerchiamento” politico al sindacato di base.
Come nell’accordo della grande distribuzione nel Veneto!. (Il tavolo – sottolinea Elena Donazzan – darà riconoscimento e legittimazione ai soggetti che operano nel rispetto delle regole e segnalerà quei soggetti che operano in violazione dei contratti collettivi e della normativa previdenziale e fiscale, nell’intento ulteriore di contrastare sul nascere ogni forma di dumping sociale”).
Ora veniamo a sapere che Cgil-Cisl-Uil capitolano per l’ennesima volta davanti a governo e padroni e accettano di firmare una ulteriore limitazione al diritto di sciopero.
Questa volta in un settore che non solo è gestito praticamente solo da privati ma soprattutto non ha nulla di nulla che si possa definire “servizio essenziale”: i beni culturali.
Da oggi infatti nei musei si potrà scioperare solo a metà. In tutti i siti durante gli scioperi dovrà comunque e sempre esserne visitabile almeno il 50% oppure per almeno il 50% dell’orario ordinario.
Sono altresì vietati gli scioperi ad agosto, nelle festività natalizie (dal 23 dicembre al 3 gennaio) e a Pasqua. Dulcis in fundo gli scioperi possono essere vietati per eventi eccezionali (per esempio il Giubileo?
Ergo un anno di scioperi vietati?).
Si limita così pesantemente la possibilità di scioperare e SI VIETANO NEI FATTI GLI SCIOPERI DI 8 ORE!!!!! Questo è un ennesimo regalo ai padroni. Un attacco intollerabile alla dignità dei lavoratori.
Poi il gruppo dirigente della Cgil ha il coraggio di parlare di Carta dei diritti dei lavoratori???
“Noi crediamo fermamente in questa azione volta a riunificare il mondo del lavoro”, conclude Marina Bergamin, “e a ridare diritti, democrazia e dignità al lavoro: non può che essere così se vogliamo una società in cui vi sia giustizia e libertà!
E’ un contributo anche all’uscita dalla crisi”. (Vicenzapiu 22.02.2016).
La storia si dice “vada avanti” per alcuni…. si torna indietro, senza fare nomi per la privacy, Alceste De Ambris, Giuseppe Bottai…..

Luc Thibault

USB Lavoro Privato

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