La crisi Trentina e l’apatia della Cgil

La campagna elettorale in provincia di Trento è già cominciata ma per i lavoratori, giovani e pensionati le proposte avanzate da Pd, Upt, Patt, Lega, Pdl e compagnia cantante ricalcano la continuità con le politiche di austerità.
Nemmeno il M5S ha nel proprio programma una prospettiva che ribalti i rapporti di forza tra chi oggi opprime e chi oggi è oppresso. Attualmente l’unica organizzazione di massa che rappresenta gli interessi degli oppressi è la Cgil.
La direzione del sindacato in questi ultimi anni ha percorso la via della ricerca continua di politiche di compatibilità con il padronato attraverso il sostegno pressoché incondizionato al Pd, che ne ha condizionato pesantemente l’agire. Nonostante le tante chiacchiere sul pregio dell’autonomia speciale, la politica locale si è distinta, addirittura anticipando ed aumentando le misure nazionali, in un continuo e spedito depauperamento della spesa pubblica in favore della speculazione privata.
Perché speculazione?
Perché ogni centesimo di euro dato all’impresa è volto a generare il profitto privato, non l’interesse collettivo.
Ed è in questo solco che, per fare un esempio, si muovono le recenti riforme del sistema socio-assistenziale, della cosiddetta “sanità integrativa”, le operazioni immobiliari con la federazione delle cooperative, i finanziamenti ai costruttori edili, gli avventati investimenti nel settore degli impianti a fune ed il patto di stabilità interno.
Il mandato che gli amministratori provinciali hanno ricevuto da Confindustria è proprio questo: spostare le risorse dal settore pubblico a quello privato. Ed è così che i comuni hanno accettato passivamente i tagli ai trasferimenti, che vanno principalmente a colpire la spesa corrente e quindi i servizi pubblici in favore del mantenimento di una più conveniente erogazione di denaro per la spesa per investimenti.
In Trentino costruire una rotatoria è più importante che garantire l’assunzione di insegnanti! In questa realtà la Cgil trentina nel migliore dei casi si è limitata a consegnare un dossier di osservazioni alla giunta provinciale senza organizzare i lavoratori.
L’apatia di questa dirigenza è agli antipodi della ricetta necessaria per costruire la difesa e l’affermazione degli interessi di classe. Lo strumento del sindacato è vecchio, come dice Beppe Grillo? No, è uno strumento che organizza la forza collettiva dei lavoratori. E’ la dirigenza che si è dimostrata inadeguata.

Mirko Sighel
Segretario Circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

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