La Carota ed il Bastone

Riceviamo e pubblichiamo quanto scritto da un gruppo di lavoratori di AMR di Rovereto che denunciano l’arroganza della Filcams Cgil.
La redazione

Oggi Noi lavoratori abbiamo visto e provato sulla nostra pelle la decadenza di CGIL
In data odierna Noi lavoratori di AMR abbiamo assistito (tutto documentato con video) alla decadenza di chi dovrebbe tutelare i lavoratori o almeno così crede, la CGIL.
Tale organizzazione sindacale, nel suo pieno diritto, ha indetto un’assemblea sindacale retribuita dalle 10:00 alle 11:00 per poter discutere apparentemente di tutti i problemi dei lavoratori. Tutti Noi sappiamo che le assemblee sindacali retribuite, grazie alla loro natura ben definita dall’art. 20 Legge 300/1970 “Statuto dei Lavoratori”, vengono convocate nell’interesse di TUTTI i lavoratori indipendentemente dal sindacato di provenienza e/o dal possesso di una tessera sindacale.
Difatti l’Azienda ha eseguito il suo ruolo normato dall’art. 20 Legge 300/1970 concedendo uno spazio AMR adatto per poter svolgere le assemblee, inserendo negli orari di servizio e affiggendo nelle bacheche sindacali la convocazione dell’assemblea presso la struttura “Fucine”, seppur con qualche difficoltà dato che qualcuno esterno insisteva nel voler effettuare a tutti costi un’assemblea sindacale retribuita solo per gli iscritti CGIL.

La cosa che ha fatto venire il sangue alla testa a Noi lavoratori è stata che nell’orario e luogo previsto per svolgere l’assemblea non c’era nessuno.
Abbiamo dovuto fare un breve giro di chiamate per scoprire che il funzionario e il rappresentante sindacale aziendale CGIL avevano dato ordine senza darne notizia ad AMR di spostarsi presso il sindacato per svolgere l’assemblea a causa di un ipotetico guasto al riscaldamento, possiamo ben dire inventato dato che un referente in AMR ci ha confermato che il riscaldamento è funzionante e attivo dalle 5:00 del mattino e che lui stesso sarebbe poi andato a spegnerlo.
Qui è importante aprire una parentesi, dato che l’azienda è responsabile dei lavoratori pure durante l’ora di assemblea; spostare un’assemblea da uno spazio aziendale ad uno spazio privato senza darne comunicazione all’azienda è dato che in caso di incidente in itinere GRAVE o meno grave che sia, si è coperti da infortunio o assicurazione INAIL solo per la tratta più breve tra postazione di lavoro e struttura ospitante l’Assemblea concessa e comunque concordata con l’azienda. La sede CGIL è ben distante dal centro “Fucine”, in questo caso sarebbe bello sapere chi garantiva l’eventuale risarcimento in caso di infortunio. Specifichiamo che l’Azienda era totalmente all’oscuro di questo spostamento di sede.

Una volta giunti presso CGIL in Via del Garda e chiedendo delucidazioni di come mai l’assemblea è stata spostata presso il sindacato, mostrando l’interesse e l’intenzione di partecipare al dibattito (d’altronde a che servono le assemblee?), il funzionario Carota additandoci come fascisti ha iniziato a girare un video al limite dell’assurdità dichiarando che “L’assemblea sindacale retribuita indetta da CGIL per i lavoratori era solo per gli iscritti” e che Noi lavoratori direttamente interessati eravamo “invitati ad uscire” violando così l’art. 20 dello Statuto dei Lavoratori commettendo un’azione antisindacale alla stregua di tante aziende arroganti.
Noi a quel punto abbiamo chiesto l’intervento del funzionario USB Menegazzi Federico, che nel mentre era appena arrivato in CGIL subito dopo alla dichiarazione di annullamento verbale dell’assemblea da parte del Carota. Nemmeno l’intervento di Menegazzi ha fatto recedere Carota dalle sue posizioni autoritarie, oltranziste e di netta chiusura al confronto sindacale.
Ci siamo sentiti dare dei fascisti da un funzionario che ha preferito annullare un’assemblea allontanandosi dai lavoratori invece che affrontare il confronto dimostrandosi così incapace nel gestire le difficoltà.
Ci chiediamo come può un funzionario resistere in una trattativa se cala i pantaloni innanzi alle difficoltà. Fatto sta che oggi abbiamo avuto l’assaggio del bastone da parte di Carota, il quale non si è neppure prodigato a raccogliere le firme dei presenti in assemblea pensando di punire e purgare i lavoratori per aver voluto dar seguito ad una vera assemblea operaia. Si sa, quando il despota si sente attaccato o manganella o purga.
Fortunatamente noi lavoratori AMR eravamo ben organizzati e a conoscenza delle normative, abbiamo raccolto e inoltrato Noi le firme di partecipazione all’assemblea ad AMR. Naturalmente quanto sopra riportato è tutto riscontrabile da documentazione scritta e video.

Alcune/i lavoratrici e lavoratori di AMR

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