Festival: contestiamo Fornero, Passera e Martone

Per il settimo anno il Festival dell’economia ravviverà le strade di Trento; esperti si diletteranno in discussioni erudite su temi di ultimissima attualità.
Mentre nel mondo, istituzioni di credito internazionale, con astuti spostamenti di capitali nel mercato borsistico e scommesse sui livelli di rating dei singoli paesi, influiscono con le loro politiche sui cicli di vita di diverse generazioni di persone, a Trento circoleranno opinioni su che tipo di rapporti intergenerazionali questo sistema stia favorendo.
Tra gli ospiti illustrissimi il Festival propone persone cui, dopo anni di gavetta nei consigli di amministrazione, nelle filiali bancarie e nelle grigie aule universitarie, è stato tecnicamente riconosciuto un ruolo fondamentale nel futuro di questo paese. Questi capitani del capitalismo italico ci parleranno incessantemente di uscita dalla crisi e piani di ricrescita europea; concetti che se a molti continuano a suonare astratti i più vivono come tragicamente reali.
Ci spiegheranno come in un paese in ripresa tutti devono fare la propria parte: gli studenti studiando e lavorando nel tempo libero, i lavoratori lavorando ma possibilmente poco.
Infatti, se coloro che dopo anni di lotte per ottenere diritti adesso non mollano il tanto sudato posto di lavoro come faranno le nuove generazioni a realizzarsi? Se, come sostiene il caro sottoministro Martone, laurearsi a 28 anni è da sfigati la colpa dei ritardi negli studi a chi è da imputarsi? Di certo non agli onorevoli che tagliando progressivamente i fondi all’istruzione pubblica costringono sempre più giovani a lavorare per pagarsi le rate all’università; più probabilmente è colpa della svogliataggine di questi “figli di nessuno” o del nonno che si è intascato per anni la pensione che il nipote non smetterà mai di pagare.
Allora come riportare la situazione in equilibrio?
Di questo e di molto altro discuteranno gli egregi invitati del Festival. Di soluzioni infatti ne verranno presentate già molte: innanzitutto tagli alle pensioni di quegli anziani scansafatiche che pesano sui conti pubblici; prestiti di merito agli studenti meritevoli di non dover pesare sui conti pubblici; infine liberalizzazioni così si potrà finalmente fare la spesa la domenica serviti in cassa da sfigati in attesa di laurea.
Al pubblico del Festival il compito di prenderne atto come unica alternativa percorribile, senza porre domande ne metterne in discussioni i predicatori.
Una contestazione a queste misure sviluppate tecnicamente non sarebbe dopotutto politicamente fuori luogo? Lo stesso Dellai non si capacita davanti agli ospiti del suo amato Festival delle azioni di questi piccoli gruppi di antagonisti: Che cosa vorranno mai contestare? L’appropriazione dell’ateneo trentino da parte di provincia e privati?
Forse i tagli alle borse Erasmus? La riduzione del diritto allo studio?
Magari il salvataggio da parte della BCE delle banche europee con prestiti a tasso super agevolato mentre uno studente che voglia laurearsi fa prima a rivolgersi a uno strozzino che chiedere un prestito d’onore?
I tecnici esperti di economia faranno valere la loro opinione, l’unica che vorrebbero fosse ascoltata. Ma in quanto arena di dibattito e confronto noi affrontiamo il Festival così:
CON-TESTA!!!!

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