Biblioteca universita’ fra tagli e speculazione

Oggi pomeriggio, nell’amdbito dello sciopero ad oltranza indetto dai lavoratori della CA e B che gestisce in appalto le biblioteche dell’Università di Trento, si è svolta l’assemblea aperta per illustrare alla cittadinanza ed in particolare agli studenti dell’ateneo Trentino i motivi che ha generato l’iniziativa di indire, da parte della Filcams Cgil di uno sciopero ad oltranza, per contrastare i tagli al servizio e al personale decisi dal Servizio Bibliotecario d’Ateneo, dal Rettorato e dalla Direzione Generale.
Una riduzione del servizio pari al 15% che per i lavoratori e lavoratrici si tradirebbe in una riduzione salariale di circa 200 euro mensili su 1.000 euro di salario. Si tagliano salari e servi ma si finanzia la speculazione come dimostra il cambio di rotta sulla nuova biblioteca.
Un taglio ingiustificato, secondo i lavoratori, in quanto il servizio offerto non può essere calcolato in termini numerici ma dalla sua qualità che sarebbe messo in discussione dalla scelta di ridurre le ore di servizio. Inaccettabile poi appaiono le dichiarazione della responsabile dell’Università, dott.ssa Masè che vorrebbe coprire le ore mancanti utilizzando gli studenti che frequentano le 150 ore. Bassi salari e bassa qualità, lavoratori di seria A) e di seria B), dividere, mortificare e dequalificare sembra essere il filo conduttore di questa dirigenza, solerte nel tagliare i servizi e altrettanto zelante a seguire i percorsi della speculazione edilizia e finanziaria che attraversa la nostra città.
Alla lotta di questi lavoratori hanno portato la loro solidarietà gli studenti universitari, i rappresentanti degli studenti, le RSU dei lavoratori dell’università l’assemblea di Refresh_Lab, il cso Bruno e molti docenti.
Come Alternativa per i Beni Comuni nel mentre esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori in lotta intendiamo denunciare l’assurdità di un comportamento che nel mentre finanzia la speculazione, vedi biblioteca alle Albere, taglia i servizi agli studenti. Ieri le borse di studio, oggi il servizio di biblioteca. Una politica dei tagli che vuole mettere in discussione non solo la qualità di un servizio essenziale per gli studenti ma lo stesso diritto allo studio così come scritto nella nostra Costituzione.
Questa Direzione universitaria, nell’ambito delle cosiddette politiche della spending review, vuole recuperare, sulla pelle dei lavoratori, studenti e cittadini, poche migliaia di euro nel mentre sperpera risorse per circa 5 milioni di euro, per l’acquisto dell’area di San Severino su cui doveva sorgere la nuova biblioteca.
Come noto a tutti questo progetto è stato accantonato con la scusa di spostare la biblioteca alle Albere con il conseguente aumento dei disagi logistici per gli studenti. Non solo me nel mentre si sostiene che per la biblioteca mancano risorse si spendono centinaia di migliaia di euro per finanziare una (fiaccola sulla torre, ecc.) mega inaugurazione delle universiadi.
Con lo sciopero ad oltranza i lavoratori rivendicano il ritiro del piano dei tagli previsto dall’Ateneo Trentino e per questo – anche alla luce della provincializzazione – è stato chiesto un incontro con l’Assessora competente Sara Ferrari. Un incontro che allo stato attuale non ha sortito risposte soddisfacenti rispetto alle richieste avanzate dai dipendenti delle biblioteche e quindi se nei prossimi gironi non ci saranno risposte chiare da parte dell’Ateneo, i lavoratori hanno deciso di chiederle direttamente al consiglio di amministrazione dell’Università convocato per il prossimo mercoledì.
Ezio Casagranda

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