Scuola pubblica: Davide batte Golia

Domenica è avvenuto un miracolo, ma l’establishment ha ordinato di battezzarlo “flop” e i media della disinformazione unica sono scattati sull’attenti e hanno intonato un pronto “obbedisco!”.
Il miracolo è avvenuto a Bologna. Da una parte una trentina di cittadini, senza risorse se non una grande passione civile e l’amore adamantino per la Costituzione repubblicana.
Dall’altra tutti i poteri della città, ma proprio TUTTI: dal cardinal Caffarra al sindaco Pd, dalla confindustria alle coop, da Comunione e liberazione alla Lega, fino alla ciliegina di Romano Prodi. Le parrocchie scatenate come ai tempi della guerra fredda, di Gedda e delle madonne pellegrine. Le sezioni Pd con l’ordine tassativo di mobilitarsi (l’ha fatto solo la nomenklatura di partito). I media locali allineati e intruppati come una falange macedone.

Eppure i laici-laici hanno vinto con un perentorio 59% contro il 41% del Potere unificato clerico-partitocratico-affaristico-mediatico. Davide contro Golia, ma un Davide che non aveva neppure la fionda. Un miracolo. Che sarebbe un flop perché comunque a votare è andato meno di un cittadino su tre. Non si rendono conto, i megafoni e i lacchè dell’establishment, che si danno la zappa sui piedi? Gli strumenti per una mobilitazione di massa ai seggi li avevano solo il cardinale e il sindaco, ma se con tutto l’enorme dispendio di mezzi materiali e di grancassa “giornalistica” sono riusciti a portare alle urne solo 35 mila pecorelle obbedienti, suona davvero ridicolo e risibile che giudichino un flop i cinquantamila elettori che sono stati convinti da un pugno di cittadini liberopensanti e del tutto privi di mezzi e di potere. A Roma questo si chiama “conzolasse co’ l’ajetto”, cari signori della Curia e del Partito.
Naturalmente il comune, in mano al Pd (Partito doroteo), andrà avanti come se nulla fosse accaduto, continuerà a beneficiare la scuola privata sottraendo risorse a quella pubblica, toglierà cioè alla scuola di tutti per regalare soldi di tutti alla scuola di pochi e “dei preti”, calpestando il risultato del referendum (tanto era consultivo!) e irridendo alla Costituzione, che le scuole private le tollera solo se “senza oneri per lo Stato”.
E’ allora sperabile che il comitato “articolo 33” non si sciolga ma rilanci, e anzi si trasformi in una organizzazione di più generale “cittadinanza attiva”, chieda le elezioni comunali anticipate e vi partecipi. Il non-voto in tutte le città, ormai di dimensioni gigantesche, sottolinea il divorzio dai partiti esistenti, e l’insufficienza del solo M5S.

di Paolo Flores d’Arcais    (28 maggio 2013)

Fonte: MicroMega-online

84 Visite totali, 1 visite odierne

Un commento

  • Ezio

    Il voto di Bologna è un risultato che rafforza la democrazia e la Costituzione italiana.
    50 mila bolognasi, pari al 59% dei votanti ha detto che la Costituzione va rispettata.
    Nella campagna elettorale lo schieramento pro scuola privata era la rappresentazione di tutte quelle forze che sostengono l’inciucio nazionale.
    Per questo il PD continuerà a finanziare, in spregio al voto dei citadini, le scuole private.
    Purtroppo anche la provincia di Trento continua a finanziare le scuole private per le quali sembra che la spending review non esista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *