SAE: I lavoratori sospendono lo sciopero

WP_000774Dopo le aperture da parte dell’azienda con il ricorso alla cassa integrazione, come annunciato nell’incontro con i delegati aziendali di questa mattina, l’assemblea dei lavoratori ha deciso di dare un segnale di disponibilità nei confronti della Direzione, anche se tante sono ancora le cose da definire, a partire dal piano industriale o da cosa succede al termine della cassa integrazione, comunque hanno deciso di sospendere lo sciopero pur mantenendo lo stato di mobilitazione.
Questo non significa la rinuncia da parte degli autisti, nel continuare a rivendicare che l’azienda rinunci a trasferire in Romania l’attività produttiva da una parte e dall’altra chiedere alla provincia di attivarsi per rilanciare l’intermodalità in Trentino partendo dal rilancio di Interbrennero.
Per questo l’assemblea ha deciso di riconvocarsi subito dopo l’incontro fra azienda e sindacati confederali (inizialmente fissata per domani e stranamente rinviato dalla OO.SS.) per valutarne i contenuti e quindi decidere le iniziative in merito ad alcune questioni che per noi rimangono irrinunciabili.
Conoscere il piano industriale dell’azienda e le conseguenze che questo piano avrà sui lavoratori, contrastare il trasferimento ( fittizio, come dice la stessa guardia di finanza) del ramo di azienda, quello del Trasporto su strada, in Romania con i soli fini di ricattare i lavoratori, evadere le tasse italiane e quindi sottrarre risorse alla nostra autonomia, come evolverà il settore dell’intermodalità, anche alla luce di quanto metterà in campo la provincia di Trento. Gli eventuali trattamenti economici riservati a lavoratori collocati in Cigs, i criteri di rotazione e i trattamenti per i lavoratori che saranno trasferiti a Verona o a Busto Arsizio (VA).
Tutti temi sui quali la Direzione aziendale non ha ancora chiarito le sue proposte e che sono fondamentali per dare un giudizio su qualsiasi ipotesi di accordo che riguardi i lavoratori della SAE.
La scelta di spostare l’attività di trasporto in Romania, non è solo una scelta che penalizza i lavoratori e per questo noi la riteniamo inaccettabile, ma è anche una scelta che viene messa sotto osservazione, anche dalla guardia di finanza che oggi sta indagando l’azienda per aver fatto “estero vestizione” al fine di evadere il fisco italiano.
Nessuno può pensare che questa scelta responsabile dei lavoratori sia frutto di una loro debolezza, in quanto la forte volontà di battersi è emersa per evitare che la sete di profitto di un’azienda prevalga sui diritti, sulla retribuzione e sulla dignità dei lavoratori e quindi noi continueremo a lottare a fianco e con i lavoratori che non accettano diktat dell’azienda o semplici soluzioni che scaricano sui lavoratori i costi di scelte sbagliate di una Direzione che continua la sua battaglia ideologica contro il diritto dei lavoratori a farsi rappresentare da un sindacato di loro fiducia e non da un sindacato d’ufficio gradito al padrone.
SBM e USB Trento

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