Vitalizi e progettone:Lettera aperta a Cgil Cisl e Uil

progettoneI vitalizi degli ex consiglieri regionali del Trentino Sud Tirolo e le prebende e privilegi, ancora validi ed attuali, per i consiglieri ancora in carica, e per i pensionati d’oro e loro futuri o attuali eredi, delle Province Autonome di Trento e Bolzano, vanno sicuramente tagliati, e le risorse, restituite, tanto più se illecitamente sottratte alla collettività, in ipotesi di abuso d’ufficio, e comunque reintrodotte in circolo, virtuosamente, se risparmiate, anche grazie alle prime restituzioni volontarie, in forma di ravvedimento spontaneo, più che operoso, di singoli consiglieri pentiti del loro modus operandi maramaldesco.
Che poi queste poche risorse vadano, da sole, a finanziare un allargamento del ‘Progettone’ e dell”Intervento 19′, sarebbe il minimo, per non dire un provvedimento emergenziale a tampone, e quindi inutile e destinato a fallire.
E sarebbe il caso di rimarcare che, se non tutto il sindacato confederale del Trentino e Sud Tirolo, messo in un angolo e scavalcato nelle piazze da Cobas, sindacati di base, e privati cittadini e società civile, esasperati, seppur tardivamente, almeno alcune categorie sindacali, spero non isolate, come la FAI CISL, la FLAI CGIL e la UILA UIL del Trentino, hanno ritrovato, almeno nelle dichiarazioni d’intento, una tardiva unità su questa drammatica urgenza e necessità impellente, era ora che, almeno dal sindacato confederale si levasse qualche voce di dissenzo rispetto ai mortificanti balbettar confusi dei tre segretari generali confederali, evidentemente più presi dalle loro questioni interne che pronti a schierarsi contro il Presidente operaio, Bruno Dorigatti e i suoi sgherri.
I due strumenti, per rioccupare nel circuito dei lavori socialmente utili le persone sopra i 50 anni, che hanno perso l’impiego e tutti coloro che sono stati segnalati, individualmente dai servizi sociali, ma, e soprattutto, i sempre più numerosi disoccupati di lunga durata, di età inferiore a quella necessaria per accedere al Progettone sono ormai del tutto inadeguati a rispondere all’emergenza sociale, che, con il venir meno della piena capacità di risposta, del sistema Trentino e della rete di protezione costituita dal Progettone e dall’intervento 19, interventi contigui e sinergici, appare oggi paralizzato dall’incapacità burocratica e saccente dell’Agenzia del Lavoro della Provincia Autonoma di Trento, vero e proprio pantano, dove non si riesce a valorizzare sinergie a rete ma ad aumentare le discrasie sistemiche e specifiche, in un dialogo fra sordi fra Servizio Lavoro (latitante) e Servizio Foreste della PAT, in fase di ristrutturazione da spending review. La mancanza ormai cronica di confronto autentico e di vero partenariato sociale con i principali attori cooperativi e sindacali completa l’empasse attuale.
La modesta proposta che lanciano i sindacati di categoria oggi, sindacati che dovrebbero tutelare e contrattare, per gli Lsu in Trentino, appare comunque un punto di partenza, modestissimo ma possibile e ragionevole. Se è vero che “ad oggi – come spiegano in una nota i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil del Trentino, Manuela Faggioni, Fulvio Bastiani e Andrea Meneghelli – gli occupati nel settore lavori socialmente utili in provincia sono circa 2.300, suddivisi tra ‘Progettone’ e ‘Intervento 19’. Ma gli iscritti in graduatoria per i quali non c’è un’opportunità lavorativa, oggi sono molti di più, circa 2.500. Per garantire un’occupazione anche a questi lavoratori, tutti espulsi dal mercato del lavoro in età avanzata o segnalati dai servizi sociali, servono nuove risorse che non è facile reperire in un bilancio provinciale sempre più magro anche a causa delle manovre statali di austerità”.
Ma queste riflessioni, pur condivisibili, non indicano come uscire dal pantano. Ed i numeri delle persone in attesa sono molto più preoccupanti, ed in crescita continua.
Forse introducendo prima di tutto regole che non consentano ulteriori e clientelari segnalazioni strumentali e liste tutt’altro che trasparenti, si farebbe il primo passo di rottura storica rispetto a pratiche consolidate e rodate negli anni delle vacche grasse?
Forse avendo il coraggio di chiedere, anzi tempo, a gran voce, e all’unisono con i Consorzi cooperativi tutti, sia al neo Ministro del Lavoro, che, in Europa, un tavolo di confronto per comprendere, da un lato, come valorizzare l’esperimento Trentino, che dal 1990 ha garantito sostanzialmente buona occupazione a oltre 3.000 unità lavorative annue, anche su scala nazionale, e laddove replicabile, in altri territori europei, ma interrogandosi, per tempo, e senza ulteriori margini alla rapacità di una classe politica provinciale distratta, quanto discreditata e ormai troppo spesso sorda alle istanze di base, interrogandosi assieme al movimento cooperativo, ed alle forze più fresche della nuova Giunta provinciale, meno compromesse col vecchio Ancien regime della kasta autonomista familista amorale, su come fronteggiare l’emergenza che il venir meno dell’Intervento 19, come attualmente cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, e con il prossimo 31 dicembre, genererà una vera e propria Caporetto del sistema del Lavoro Socialmente Utile del Trentino, se non affrontato, senza ulteriori indugi, e senza lo snobismo, sintomatico e rivelatore, del disinteresse sostanziale dell’attuale assessore al Lavoro, avvocato Alessandro Olivi, che pensa di risolvere la questione promettendo due milioni di euro una tantum al plaudente sindacato confederale, mentre il popolo di coloro che i requisiti d’ingresso lavorativi hanno onestamente maturato cresce a dismisura, costretto a mortificanti attese ed a tentativi di accattonaggio e sotterfugi vecchio stile, e mentre attendono, i più, ed ancora compostamente, che la kasta restituisca il malloppo.
A FAI CISL e FLAI CGIL, come ultimo appello da ormai ex sindacalista della UILA UIL del Trentino, e da ritrovato cooperatore e cittadino mazziniano, rivolgo un monito: compagni ed amici, all’appuntamento con la campada in piazza Dante, contro i privilegi, prevista per il prossimo 8 aprile, non mancate l’occasione di ridare credibilità al movimento sindacale tutto, e con le bandiere, vostre, e dei lavoratori tutti, che, sicuramente, numerosi, vi seguirebbero spontaneamente, unitevi al popolo degli indignati, e ricordatevi che i compagni dei comitati di base, gli espulsi dal perbenismo della CGIL del Trentino e non solo, vi attendono in piazza, non per contestarvi, gratuitamente, ma per un abbraccio fraterno, che rilanci, dal basso le istanze dei lavoratori trentini ed i valori migliori del movimento cooperativo italiano e della sua specificità storica trentina. Cittadini, amici e compagni, vi aspettiamo numerosi. Non mancate questa ennesima occasione per rimandare la rottamazione.

Giovanni Galluccio
Cittadino mazziniano

Un commento

  • e quindi sena tanti giri di parole, noi operai stagionali ancora in data attuale 16 giugno in attesa di una chiamata, come dobbiamo essere considerati?

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