Una sconfitta che brucia

La sconfitta brucia ma non per questo dobbiamo darci all’autoflagellazione. Serve calarsi dentro i movimenti e riprendere la lotta a fianco dei lavoratori e dei cittadini che continuano a lottare perché non si rassegnano ad essere sudditi.
Solo la lotta sarà in grado di far emergere un nuovo gruppo dirigente capace di essere parte e non solo a fianco di quanti lottano per la difesa del lavoro, dei diritti, della dignità, per la giustizia sociale e contro i diktat della troika. O la sinistra sarà capace di questo colpo di reni o non avrà futuro.
Questa è la lezione che ci viene da questa consultazione.
Fatta questa breve precisazione come sinistra non possiamo dimenticare che il progetto liberista dello stato minimo da oggi avrà una nuova fase e quindi dopo aver distrutto diritti fondamentali sul lavoro oggi si apprestano a privatizzare tutto quello che è privatizzabile, acqua, sanità, scuola, formazione, cultura e beni comuni.
Dopo aver distrutto lo stato sociale ed aver privatizzato tutto il privatizzabile quanti governeranno si apprestano a distruggere, magari con l’avvallo di Grillo, la rappresentanza politica che ormai è l’ultimo baluardo di fronte allo strapotere dell’economia sulla politica.
Gli elementi ci sono tutti, dal leader carismatico e la sua infallibilità riducendo la politica al cliccare sul web.
La politica via internet, oltre ad escludere una fetta consistente di persone, espone i cittadini al rischio di essere risucchiati dentro un progetto totalitario dove il processo, anche difficile di decisione democratica, viene sostituito dal plebiscito a favore di un leader assolutamente autoreferenziale.
In sostanza un progetto economico finanziario che fa il gioco delle multinazionali e della finanza speculativa che per imporre la loro logica del profitto devono cancellare la democrazia per sostituirla con il suo simulacro multimediale.
Ora, finita la campagna elettorale delle promesse irrealizzabili, la cruda realtà si farà strada attraverso le direttive dell’Europa a partire dal debito che durante il governo Monti è schizzato, nonostante i tagli allo stato sociale, dal 120% al 126% del PIL e quindi già si parla di una nuova stangata (manovra finanziaria) mentre la crisi continuerà a mietere licenziamenti e cassa integrazione, crescerà la disoccupazione mentre salari e pensioni restano al palo o come nel caso della Cartiera del Garda i lavoratori si riducono i salari nell’illusione di poter difendere il lavoro.
Quello che ci aspetta è una politica di macelleria greca.
Compito e ruolo della sinistra sarà quello di essere parte attiva delle lotte e delle proteste messe in atto da lavoratori e cittadini per contrastare queste politiche di austerità liberista. Alla sinistra l’arduo compito di evitare che lavoratori e cittadini siano usati come agnelli sacrificali sull’altare del neoliberismo imperante in Italia ed in Europa.
Proprio perché siamo rimasti, per la seconda volta, fuori dal parlamento dobbiamo prendere atto che non abbiamo alternative alla lotta di classe.
Ezio Casagranda

Un commento

  • antonio

    Troppo comodo caro Ezio, troppo comodo e troppo facile, quasi banale, dopo averci provato, dopo aver tradito non potrai più essere come eri…ci hai provato e dunque ci speravi, ci speravi assieme ad un assemblaggio di intertessi ipocriti, senza ne arte ne parte, che niente avevano a che fare con quella lotta di classe che ora rivendichi come proposito di rivolta…ma sei uscito perdente…chi potrà crederti? Chi vuoi convincere che il giochetto non si rinnovi sulle false promesse elettorali?
    Senza rancore
    antonio

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