Trento come Roma: i tagli alla Casta rinviati nel tempo.

In questi giorni la stampa ci ha informati che in Consiglio regionale i capigruppo hanno raggiunto – bontà loro – un’intesa sulla proposta di legge (Thaler), riguardante i tagli ai privilegi della politica, da discutere a settembre e da valere per la prossima legislatura.
Quindi se tagli ci saranno avranno effetto solo dal novembre 2013 salvo che nel frattempo non intervengano altri impedimenti che portino ad un’ulteriore dilatazione dei tempi.
Una scelta che appare politicamente vergognosa, eticamente scandalosa oltre che offensiva dei cittadini e dei lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese.
Mentre per quanto riguarda la pensioni, blocco dei contratti e riforma del lavoro le riforme sono state immediatamente esecutive (vedi esodati) per i tagli ai privilegi della politica e delle prebende dei nostri consiglieri del Trentino Alto Adige, come a Roma, rinviano tutto alla prossima legislatura.
Loro si sono auto esentati dal compito di risanare il paese con l’arroganza tipica dei feudatari che nel medioevo imponevano al popolo il pagamento dei dazi.
A questo punto viene da chiedersi: ma questi consiglieri quando parlano di difesa della nostra autonomia parlando seriamente o stanno difendendo solo i loro privilegi e le loro posizioni di potere personali e di partito ?
Se stiamo ai fatti la risposta non può che essere la seconda, difendono il loro potere.
Infatti quando questo Consiglio rivendica l’autonomia (giusta) della nostra provincia in materia di riduzione della spesa (spending review) stranamente si dimentica di effettuare i tagli ai costi della politica rinviando tutto nel tempo, lontano ed indefinito.
Ma non solo, nei tagli alla spese questa giunta al pari delle altre regioni, propone la solita strada delle privatizzazioni, dei tagli al welfare, ai pubblici dipendenti e sui servizi come la sanità mentre continua a finanziare le grandi opere come Metroland, l’inceneritore e il TAV del Brennero che oltre ad avere costi esorbitanti sono dannosi per l’ambiente.
Mentre le liste dei lavoratori licenziati cresce in modo esponenziale anche in Trentino, i consumi calano del 2,8% (la più forte dal dopoguerra secondo Confcommercio), le pensioni e gli stipendi sono bloccati, l’inflazione è vicina la 4% e l’autunno si presenta a tinte fosche i nostri consiglieri cosa fanno? Si riuniscono in malga e con una operazione bipartisan si arroccano in difesa dei loro privilegi, divenuti insostenibili, all’opinione pubblica.
Davanti a questo scempio morale ritengo che come cittadini non basta indignarsi ma è necessario assumersi in prima persona il compito di porre fine a questi balletti scandalosi dei consiglieri provinciali.
Un primo appuntamento sarà il referendum per il taglio delle indennità dei consiglieri promosso da CO.RE e sottoscritto a 25.000 cittadini al quale non dobbiamo mancare evitando che la nostra passività si trasformi in consenso verso la casta.
Basta delegare è ora che i cittadini diventino protagonisti del loro futuro rivendicando nuove forme di democrazia diretta e partecipata capaci di evitare il perpetuarsi della casta.
Ezio Casagranda

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