Tav: al Muse va in scena la propaganda

Oggi alle 17 presso la sala del Muse a Trento l’assessore Mauro Gilmozzi, il commissario straordinario del Governo Ezio Facchin e Konrad Bergmeister della BBT austriaca con ll direttore del giornale L’Adige come moderatore è andata in scena la propaganda a sostegno del TAV.
“Tav, dibattito al Muse..” titolava il giornale L’Adige, ma oggi al Muse è andato in onda un monologo a quattro per propagandare quest’opera inutile che si chiama TAV
Nessun dibattito, nessuna confronto, niente trasparenza e niente partecipazione in questo “giovedì dell’Adige” organizzato dal giornale pro tav per eccellenza..
Tanti poliziotti, poche persone in sala. Questa la fotografia dei sostenitori del TAV al Muse.
Mentre questi signori all’ombra della polizia, sempre pronta a difendere il POTERE costituito, se la raccontavano fra loro fuori sul piazzale antistante una cinquantina di NO TAV spiegavano i motivi dell’inutilità di quest’opera ed i suoi effetti devastanti sull’ambiente ed sul territorio Trentino oltre che denunciare i costi elevati che lascerebbe un debito infinito ai nostri figli e nipoti.
Questi signori del TAV continuano a parlare di trasparenza e di coinvolgimento della popolazione ma po – nei comportamenti quotidiani – i si guardano bene dall’aprire le porte al dibattito ed al confronto e anche il convegno del Muse è stata l’ennesima dimostrazione che quando si parla di TAV il confronto non è possibile, anzi è vietato, come vietato è conoscere i dettagli del progetto.
Chi rivendica trasparenza, partecipazione, chi si oppone è tacciato di estremismo, squadrismo in Mentre distruggono un territorio saccheggiano i conti pubblici con un’opera inutile questi signori non si risparmiano in demagogia e si riempiono la bocca di ecologismo a buon mercato.
Parlano di riduzione del trasporto su gomma e dell’inquinamento, di spostamento delle merci su ferro e di riduzione del traffico dsull’A22 ecc ma poi si guardano bene dal mettere in atto quelle misure, semplici e immediate, che potrebbero ridurre da subito inquinamento, trasporto su gomma e traffico in autostrada e aumentare il trasporto di merci su ferro.
Infatti il movimento No Tav, dalla Valsusa al Brennero, ha sempre proposto soluzioni che porterebbero da subito una vera riduzione dei danni alla salute dei cittadini causati dal traffico stradale: queste si chiamano massimo utilizzo ed ammodernamento della ferrovia storica, misure per la riduzione dell’inquinamento acustico e politica dei trasporti volta al contenimento del traffico autostradale e all’incentivazione del trasporto merci su rotaia.
La riduzione dell’inquinamento prodotto dall’autostrada sarebbe raggiungibile fin da ora con semplici ed economiche misure di politica dei trasporti. Anche l’inquinamento acustico prodotto dalla ferrovia storica potrebbe essere ridotto con soluzioni poco costose (barriere antirumore, materiali rotabile moderno e silenzioso, gallerie artificiali, basse velocità nei tratti più abitati).
Ma a questi signor, Gilmozzi, Giovannini, Facchin e Bergmeister poco interessa l’ambiente e la salute dei cittadini, a loro interessa la spartizione dei finanziamenti e la possibilità di garantire ai loro amici imprenditori lauti profitti che opere come il TAV garantiscono.
Ancora una volta il movimento NO TAV del Trentino ha dimostrato di essere presente, combattivo e anche propositivo ed infatti nei due interventi di Anna e Massimo sono state riassunte le motivazioni della contrarietà al TAV /TAC e le proposte alternative per ridurre inquinamento e aumentare le merci su rotaia.
Con forza è stata ribadita l’inutilità del corridoio del Brennero, denunciata il sistema speculativo delle grandi opere che, come hanno dimostrato i recenti scandali dell’Expo e del Mose, si riconferma un modello dove la corruzione trova sempre nuova linfa.
Ancora una volta si è dimostrato che essere No Tav significa non solo resistenza contro opere inutili e dal costo rovinoso, ma significa lottare per un modello economico che abbia al centro la persona e non il profitto, un modello sociale senza devastazione dell’ambiente, senza disuguaglianze e senza sfruttamento.
p. USB Trentino
Ezio Casagranda

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