Tagliano le pensioni per finanziare la guerra

Le notizie e le dichiarazioni dei partiti sui contenuti della manovra del 5 dicembre si susseguono a ritmo incessante e seppur con qualche difficoltà, emerge il vero carattere antipopolare e di classe di questa manovra fatta sotto dettatura della BCE.
Dallo studio fatto dalla Cgia di Mestre (Associazioni Artigiani) emerge che la nuova tassa (IMU) nel mentre si abbatte come una mannaia sui redditi dei lavoratori, i redditi sopra i 100.000 euro annui pagheranno meno di quanto già pagavano sulle seconde case.
Vergognosa è anche l’esenzione della Chiesa dal pagamento dell’IMU lasciando inalterati assurdi privilegi fiscali per le strutture ecclesiastiche che fanno business nel settore turistico o ricettivo. Anche le Banche sono state trattate con i guanti ed infatti la loro rivalutazione dell’IMU è del 20% contro il 60% previsto per le case di abitazione.
Come ampiamente previsto il governo dei banchieri ha graziato i ricchi, la chiesa e gli istituti di credito, allargando ulteriormente la forbice fra ricchi e poveri. Un bel regalo che Monti & C. hanno tenuto nascosto nella conferenza stampa di presentazione della manovra.
Bersani davanti alla decisione di Di Pietro di non votare la manovra a causa della riforma delle pensioni si lascia andare in invettive senza senso dimenticandosi che quella riforma costringerà milioni di lavoratori ad andare in pensione più tardi e con una pensione ridotta.
Tagliare le pensioni anziché le spese militari a partire dalla rinuncia all’acquisto di 131 aerei da guerra, che ci costano 13 miliardi di euro è un’operazione vergognosa, oscena e moralmente inaccettabile.
Bersani vota un governo che toglie un tozzo di pane ai pensionati per investirlo in strumenti di guerra che generano morte, fame e lutti. VERGOGNA.
Ma non contento Monti nel mentre bastonava lavoratori e cittadini, in nome della “concorrenza” per Mediaset e Rai, anziché predisporre una regolare asta pubblica – come negli altri paesi europei – si è premurato di confezionare un pacco dono che regala un bene pubblico dal valore di qualche miliardo al duopolio televisivo italiano. Naturalmente, sempre per garantire concorrenza e pluralismo dell’informazione ha mantenuto il taglio i fondi per l’editoria decisi dal suo predecessore. Un certo TRE(MONTI).
Naturalmente Monti ci spiegherà che su una manovra correttiva di oltre 30 miliardi, quei 90 milioni previsti per salvare un centinaio di testate cooperative sono, come il mancato adeguamento delle pensioni, indispensabili per salvare l’Italia e di conseguenza l’Europa e quindi il Mondo dal tracollo economico.
Mi sono permesso di elencare sono solo alcune delle operazioni vergognose, classiste e antidemocratiche promosse da Monti con il beneplacito di Napolitano che in pochi mesi è passato da guardiano della Costituzione e guardiano della BCE.
Ezio Casagranda

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2 commenti

  • Carlo

    Prima di insediarsi, Monti si è riunito con i maggiori capi di partito, Berlusconi, Bersani, Casini, ecc..Quando Berlusconi, con il suo ineffabile sorriso, ha consegnato il campanellino a Monti, quest’ultimo s’è chinato un po’ e gli ha chiesto: “D’accordo Silvio, ma non ho capito perchè io dovrei fare il vicepresidente.”

  • Cameron Noteralda

    E’ necessario un gesto di orgoglio e di serietà, Berlusconi non è l’Italia, anche se la rappresenta.

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