Sabato 22 marzo sara’ #trentoinpiena!

volantino 22mar_pfieraOra si sentono offesi e si sono asserragliati dentro il loro palazzo. Hanno tuonato parole violente e di condanna contro precari e studenti indignati che hanno interrotto in modo pacifico il Consiglio Provinciale martedì scorso. Attraverso i loro addetti stampa hanno criticato aspramente l’azione, parlando di “atto di cieca e ottusa violenza alle istituzioni e alla democrazia”.
Addirittura Dorigatti, il presidente del loro Consiglio Provinciale che nel 2007, da segretario della CGIL del Trentino, protestava in mutande contro vitalizi e privilegi, mentre nel 2012 votava per il loro mantenimento e le buonuscite da capogiro, quel giorno avrebbe voluto risolvere la questione con la polizia e adesso auspica l’intervento della magistratura. La realtà è che loro hanno paura. Hanno paura di aver perso credibilità. Ma quello di cui hanno più paura è che si sia aperta una voragine incolmabile tra i cittadini e le istituzioni, e che questa crepa si trasformi in uno spazio pubblico di indignazione e democrazia reale capace di mettere a repentaglio la loro necessità di rappresentanza e concertazione.
Hanno paura che la piazza di Trento divenga un fiume in piena di rivendicazioni di equità sociale e diritti, incompatibile con una politica di palazzo percepita come eticamente corrotta e clientelare.
In pratica, hanno paura di chi sta in basso.
Fino a poco prima della crisi economica, che sta portando tutti i suoi effetti disastrosi anche dentro l’Autonomia trentina, sapevano di poter concertare con le piccole e grandi corporazioni locali – tra le quali i sindacati confederali – qualsiasi decisione e/o riforma e/o taglio della spesa pubblica, anche la più scandalosa, e quasi sempre di passarla liscia. La politica del “un colpo al cerchio e uno alla botte” si è retta su un sistema di convenienze e complicità esteso e radicato a tutti i livelli della società.
E’ sempre successo così: dalla privatizzazione dell’ITEA alle grandi opere tipo Metroland, NOT e TAV del Brennero, dalle Comunità di Valle alla speculazione edilizia delle Albere, fino ai soldi regalati alle tante Whirlpool (che dopo pochi anni chiudono, licenziano e delocalizzano la produzione) e alle scuole private, tutto doveva restare come una questione interna alla governance locale. In questo CGIL CISL e UIL hanno giocato la loro parte fino in fondo dimostrandosi incapaci di opporsi e apparendo, nelle scelte, sottomessi e perfino conniventi.
Ora tutto ciò non sarà più possibile e questo schema ripetitivo può finalmente saltare.
Sta ai movimenti sociali che lottano per la ridistribuzione della ricchezza e i diritti riempire le piazze di contenuti in modo intelligente, per un cambiamento radicale e determinare la costruzione di una nuova pratica dell’Autonomia trentina.
Una pratica dell’autogoverno che fin da subito dovrà essere in grado di intrecciarsi con le spinte e la voglia di cambiamento che animeranno sempre più le strade e le tante agorà dei precari indignati di tutta Europa.
Sabato 22 marzo sarà una giornata dove entrare nel merito delle cose, contrastare la logica vorace di vitalizi e privilegi, ed iniziare a conquistare sul terreno del welfare nuovi diritti e una qualità migliore di vita.

La primavera sta arrivando, è ora di cambiare aria!
Sabato 22 marzo sarà #trentoinpiena!
Appuntamento ore 9,30 in piazza Duomo

ASC  Assemblea Sociale per la Casa

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