Rappresentanza: un accordo antifiom

Riportiamo questo articolo del Sole24ore in cui si confermano i sospetti di chiunque abbia letto il testo sulla rappresentanza con un minimo di malizia padronale nel cervello. Innanzitutto, in questa intervista si conferma che per gli industriali questo accordo è fatto solo per arginare la Fiom, non per farle fare un passo avanti.
Infatti, come nel 1993 la nascita della RSU con la quota di un terzo a tutela degli apparati Confederali, venne definita dall’arcipelago extraconfederale la legge anticobas, così pressapoco questo accordo può essere definito come la legge antifiom, col non piccolo particolare che, a differenza dell’altro, questo ha tra i sostenitori proprio la Fiom di Landini.
Infatti, per il vicepresidente di Confindustria, in caso di disaccordi sulla piattaforma, varrà quella della maggioranza delle organizzazioni, ovvero quella di Fim e Uilm, che saranno in maggioranza 2-1 sulla Fiom come prima. Se a questo si aggiunge che Fim e Uilm saranno anche in maggioranza per decidere come consultare i lavoratori, il gioco è fatto. La fiom ritorna ma come cagnolino al seguito dei padroni oppure come inutile ribelle immobilizzato… (L.M)

Fonte: Rete28aprile Piemonte

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«Con la firma regole certe per evitare il conflitto»

di Nicoletta Picchio – Il Sole 24 Ore – Domenica 2 Giugno 2013

Regole certe per evitare il conflitto, «che dovrebbe rappresentare l’ultima ratio del confronto sindacale». Stefano Dolcetta, vice presidente di Confindustria per le relazioni industriali, approfondisce la portata dell’accordo «storico» sulla rappresentanza. Un traguardo e contemporaneamente un punto di partenza: bisogna avviare la misurazione, le categorie dovranno definire nei contratti le conseguenze di eventuali inadempimenti e le procedure di raffreddamento. Ma la firma segna comunque una svolta nelle relazioni sindacali.

Quali sono i punti chiave dell’intesa?

L’accordo è diviso in due parti fra loro collegate: misura della rappresentanza e regole per dare esigibilità ai contratti. L’esigibilità è il punto chiave e il principio delle decisioni “a maggioranza” lo sorregge. La novità è qui: i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da sindacati che abbiano un livello di rappresentatività pari almeno al 50%+1, non solo saranno efficaci nei confronti dei lavoratori ma anche pienamente esigibili nei confronti di tutti i sindacati che abbiano accettato le regole.

Insomma, si decide a maggioranza…

Sì, e per dare forza e contenuto a questo principio l’accordo di ieri non solo fissa i criteri per misurare la rappresentatività ma impegna i contratti nazionali a definire procedure per prevenire i conflitti e sanzioni per la violazione degli accordi raggiunti nel rispetto dei principi concordati.
Clicca per leggere intera intervista……

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