Quorum zero e democrazia diretta

Matteo ha svolto un lavoro eccezionale e con dovizia di argomenti ha risposto in maniera esaustiva (naturalmente per quanti sono aperti al confronto) ad ogni obiezione emersa nelle due ore di confronto fra i rappresentanti di Quorum Zero e la Commissione Statuto del Comune di Trento.
Per quanti sono interessati pubblichiamo il resoconto fatto da Matteo dal quale emerge una situazione illuminante di come la Commissione intende non affrontare il problema della “democrazia diretta” o comunque di dare ai cittadini maggiori poteri e/o strumenti per intervenire nella gestione e nelle scelte dell’Amministrazione comunale.
Una sorta di difesa di “eletti” che si sentono incaricati di svolgere una “missione” per il bene dei cittadini e della collettività la quale non sarebbe in grado di capire la “complessità della politica amministrativa” lasciandosi prendere dal lor particolare interesse personale.
Non a caso i consiglieri si preoccupano “perché si può “abolire qualsiasi norma di valore comunale…il piano tariffario…”.e quindi obbligare gli amministratori ad individuare scelte diverse dall’aumento dei trasporti e delle tariffe per rimpinguare le casse del comune. Magari sarebbero costretti a prendere i soldi dai grandi patrimoni e/o dall’evasione o altre scelte che andrebbero a colpire i “loro sponsor elettorali”
Dal confronto inoltre emerge chiaramente il concetto che gli eletti devono avere carta bianca e gli elettori possono eventualmente giudicare ogni 5 anni escludendo quindi che un cittadino possa partecipare direttamente (dicendo Sì o No) se fare l’inceneritore o la raccolta differenziata, se l’acqua deve essere appaltata ad una SPA o gestita direttamente dall’Ente pubblico, se fare la base militare a Mattarello o costruire asili nido per tutti, se permettere speculazioni come quella sull’Italcementi e l’area ex Michelin o usare le risorse del comune per migliorare i trasposti pubblici, i servizi, la casa, ecc.
In sostanza hanno ragione quanti sostengono che in fondo questi amministratori temono che i cittadini possano essere artefici del loro futuro e quindi mettere un limite all’attuale situazione in cui poche persone possano decidere per tutti.
Dopo quanto avvenuto i Commissione Statuto del Comune di Trento la nostra iniziativa deve continuare ancora con rinnovata energia e pretendere dal che anche il Consiglio Provinciale affronti il tema del quorum. Sono state depositate da diversi mesi oltre 4000 firme per abolire il quorum nei referendum provinciali e per l’introduzione di forme di democrazia diretta anche in provincia.
La proposta di legge è stata consegnata il 9 agosto al Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Bruno Dorigatti dal quale ci aspettiamo, in applicazione delle norme in essere, una presa di posizione che avvi l’iter legislativo in modo da arrivare al voto in consiglio prima della votazioni del novembre 2013.
Ezio Casagranda

Un commento

  • Mi pare si chiami democrazia messianica.
    Ha afflitto Bush jr. quando tentò di cancellare gli insegnamenti di Darwin per predicare l’innatismo nelle università e l’esportabilità della democrazia tramite nation bombing, a sostituire il teorema post bellico del nation building.
    Attualmente affligge gli orfani della balena bianca, che stanno riorganizzandosi, in assenza di non expedit… Ma anche dentro il PD assume connotazioni risibili, con apoteosi nei tromboni della politica responsabile: quelli che se sei d’accordo con loro sei bravo e buono e sei come loro… Un tempo sembrava esclusivo appannaggio di CL ma il contagio si è esteso.

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