Progettone: risposta ad Olivi e Ianeselli

Presidio progettone1Noi parliamo di contratto, di salario, di pensione e di solidarietà e loro cercano di nascondersi dietro una maggioranza di lavoratori che non c’è. (Leggi giornale L’adige  –  Leggi giornale Trentino)
Infatti, dai dati pubblicati dal giornale per conto di Cgil Cisl e Uil hanno dato una partecipazione alle loro assemblee di 600 lavoratori/lavoratrici dei quali i voti favorevoli sono stati 510 su oltre 1600 lavoratori, Se la matematica non è un’opinione non mi risulta che i favorevoli siano la maggioranza. E questo dando per corretti i numeri forniti dalla triplice sui quali molto ci sarebbe da dire e puntualizzare.
Quindi questi signori sono smentiti dai loro stessi dati in quanto la democrazia sindacale non si può usare come un elastico da tirare e mollare a proprio piacimento.
Premesso che per noi il Progettone – respingiamo al mittente le velate accuse di Olivi – un importante strumento di solidarietà sociale e una valida risposta alla crisi occupazionale provinciale riteniamo che esso debba essere valorizzato e non svilito con accordi come quelli del 18 maggio.
Uno strumento unico come unica è la nostra autonomia. Autonomia e Progettone che oggi devono essere entrambi salvaguardati dalle politiche che attualmente rappresenta il PD. La prima votando NO alla riforma costituzionale, il secondo respingendo il suo impoverimento e depauperamento in nome di una austerità provinciale a senso unico.
Quindi si tratta, non di raccattare qualche euro sulla pelle dei lavoratori del progettone, ma di investire le cospicue risorse a disposizione della provincia, a partire dalla tassa di soggiorno introdotta lo scorso dicembre, stabilendo che una parte di questi introiti siano destinati a finanziare il progettone.
Non ci sembra una proposta scandalosa, anzi restiamo convinti che il progettone, proprio per il lavoro che svolge, (verde, musei, ecc) per le professionalità che sa offrire,(uffici, case di riposo, Cinformi, ecc) debba essere vissuto come una grande opportunità per il territorio e per l’economia trentina sul quale investire in termini di risorse e non, come lascia intendere Olivi, uno strumento assistenziale o un parcheggio di “fancazzisti” come lo ha definito qualche sindacalista.
Ciò detto. Mi chiedo di cosa intende Olivi, in tandem con Ianeselli della Cgil, quando parlano di equità o di sacrifici finalizzati ad una “operazione di solidarietà interna”?
Difronte ai licenziamenti dovuti alla crisi (e qualche operazione sbagliata della PAT) la risposta non può essere quella di contrapporre salario ad occupazione ma di aumentare le risorse per dare una risposta ai bisogni di centinaia di persone espulse dal processo produttivo.
Difronte allo stillicidio di licenziamenti, alle crisi di Marangoni ed Adler la risposta non può che essere generale e dell’intero territorio trentino spostando nuove e ulteriori risorse verso il progettone per evitare che, attraverso altre norme riduttive, centinaia di lavoratori vedano sfumare il loro diritto ad essere inseriti nel progettone.
Noi non accettiamo – per scelta sindacale ma anche per una questione etica – che i sacrifici siano fatti a senso unico e quindi esclusivamente sulla parte più debole della società quando non passa giorno che la stampa riporti notizie su aumenti ai dirigenti, sperperi in consulenze spesso inutili, sulle allegre operazioni con i derivati che ci costano decine di milioni, sui vitalizi, sugli aumenti dei consiglieri provinciali, ecc. viene da chiedersi se parlano seriamente o stanno prendendo in giro chi lavora nel progettone.
Infine preme precisare -onde evitare fraintendimenti – che la nostra iniziativa non è contro il progettone o contro i lavoratori o lavoratrici del progettone che non la pensano come noi.
Niente di più sbagliato: noi combattiamo questa politica farisaica che, davanti al disastro occupazionale, del quale la provincia e confederazioni hanno una qualche responsabilità, impone sacrifici solo ai più deboli mentre continua ad elargire prebende alla politica, riduce le risorse per lo stato sociale, privatizza la sanità, finanzia speculazioni e sperpera ingenti risorse nella rincorsa di un consenso interessato.
P Usb Lavoro Privato
Ezio Casagranda

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