Presidio per il lavoro e la dignita’

Presidio dei lavoratori davanti alla Fortglass di Trento contro le discriminazioni e per il pagamento dell’anticipo di cassa integrazione.
Questa mattina, dalle 9,00 un ventina di lavoratori hanno presidiato i cancelli della ditta Fortglass di Trento la quale, dopo aver messi in casa integrazione 33 dipendenti a seguito di un operazione, ad avviso di SBM, poco trasparente di subentro a seguito di crisi aziendale, oggi alla cassa integrazione, aggiunge anche la discriminazione sindacale.
Infatti i lavoratori iscritti al sindacato SBM (Sindacato di Base Multicategoriale) non hanno mai ricevuto l’anticipo, a differenza degli altri lavoratori, della cassa integrazione prevista dagli accordi sindacali sottoscritti nell’ottobre scorso sul ricorso alla CIG.
Questa azienda prima mette in cassa integrazione i dipendenti escludendo un sindacato e poi pratica una vera e propria emarginazione salariale nei confronti dei suoi iscritti. Infatti non ha mai anticipato un euro delle spettanze di CIG e quindi questi lavoratori si trovano da mesi senza stipendio e senza indennità di cig.
Fulvio Flammini del riassume questa situazione paragonando la proprietà ai castellani del medio evo che imponevano le proprie leggi affamando il popolo. Oggi la proprietà mette in campo forme di ricatto inaccettabili e quello che ritengo grave è che questa situazione da vero medioevo avvenga nel silenzio dei sindacati firmatari dell’accordo si cassa integrazione.
Il silenzio davanti a questi ricatti è nei fatti complicità verso atteggiamenti che si pensavano superati e che invece ritornano con sempre maggiore frequenza verso quei lavoratori che pretendono di esercitare, fuori dai confini definiti dall’azienda, il diritto costituzionale di scegliere liberamente il loro sindacato e di conseguenza chi li debba rappresentare nei confronti del datore di lavoro.
Infime mi chiedo ? Ma che sindacato è quello che non riesce a far rispettare gli accordi che sottoscrive? Come è possibile che un padrona possa con tanta arroganza violare un accorso, affamare delle famiglie, rifiutare il dialogo con i lavoratori che chiedono i loro diritti senza che questo faccia rivoltare anche quei sindacati, Cisl e Uil, che hanno ritenuto a torto o a ragione, di sottoscrive quell’accordo?
La rappresentanza sindacale non si misura solo in relazione agli iscritti o al numero di accorsi firmati ma dalla capacità di rendere esigibile da tutti i lavoratori gli impegni contenuti negli accorsi sottoscritti.
Rinunciare a questo principio umilia i lavoratori e crea una pesante clima di sospetto che non giova a nessuno se non al padrone che sarà riuscito a prendere due piccioni con una fava: dividere i lavoratori ed affamare gli iscritti ad un sindacato non gradito.
Mi auguro che i responsabili di Cisl e Uil sappiano intervenire per far rispettare quanto concordato.
Dopo oltre 5 ore di presidio l’azienda ha incontrato i rappresentanti sindacali ed ha confermato la volontà di effettuare un prossimo incontro presso Confindustria. Un risultato importante dal punto di vista del riconoscimento sindacale ma che lascia aperta ancora la questione del pagamento dell’anticipo della cassa integrazione che speriamo sia risolta nel prossimo incontro.
Ezio Casagranda

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