Olivi, Miorandi e i diritti nel lavoro

La giunta Miorandi accetta la liberalizzazione permanente degli orari di apertura degli esercizi commerciali. D’ora in poi tutti faranno quello che vogliono: potranno tenere aperti i negozi di notte e tutte le domeniche che vorranno. Il sindaco Pd anticipa tutti gli altri primi cittadini della provincia per adeguarsi ai dettati della corte costituzionale, la quale si è adeguata ai dettati europei sulla concorrenza prescritti da Ue, Bce e Fmi.
I piccoli negozi, per non rischiare di perdere quel poco di mercato che si contendono con gli altri esercizi di vicinato e che faticosamente contendono ai centri commerciali, saranno costretti ad adeguarsi alle lunghe aperture ma, mentre i grandi negozi hanno un volume d’affari maggiore, maggiori disponibilità finanziarie e la possibilità di realizzare economie di scala, ai piccoli esercizi verranno succhiate le ultime risorse, impoverendo ulteriormente il tessuto commerciale cittadino. Questo è il sistema capitalista. I lavoratori verranno invitati a procrastinare i riposi, a non ammalarsi perché l’Unione commercio risparmia soldi pure sulla salute di questi e a non avere una propria vita sociale e poco importa se qualche operatore si lamenta: se non gli va bene c’è un esercito di disoccupati pronti a sostituire i novelli fannulloni per garantire i margini di profitto ai datori di lavoro alle condizioni che questi ultimi dettano. Tutto questo mentre il potere d’acquisto dei salari è calato del 13,2% a partire dal 2008 e nel 2012 la contrazione dei consumi si è attestata al 4,7%.
Nulla giustifica quindi un’ulteriore spremitura dei lavoratori se non la sete di guadagno di chi ogni giorno si lamenta e poi si rifà sui propri lavoratori subordinati o a chiamata, chiede al Comune contributi pubblici per rivitalizzare la città con manifestazioni ed intrattenimenti vari, ottiene finanziamenti pubblici a fondo perduto dalla P.a.t. per migliorare la qualità della propria attività nei centri storici e disdice i contratti collettivi territoriali di lavoro del settore del terziario per fare cassa sulla propria manodopera.
I lavoratori non sono schiavi e solo una gestione ed un controllo diretti da parte loro della produzione e della distribuzione dei beni e dei servizi permetterà alla società di soddisfare in maniera migliore i propri bisogni.

Mirko Sighel
Segretario circolo Vallagarina del Partito della Rifondazione comunista

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