NO al TAV, SI’ alla ferrovia

Presidio sul ponte Talvera a Bolzano per dire No al Tunnel del Brennero e per rivendicare una nuova politica economica e sociale con al centro la persona e l’ambiente anziché il profitto.
Oggi, al convegno Democrazia e lavoro organizzato dalla Cgil di Bolzano doveva partecipare anche la segretaria nazionale Susanna Camusso la quale in più occasioni, sia a Rovereto nel 2011 ma in particolare il mese scorso parlando delle vicende in Valsusa aveva ribadito di essere a favore del TAV in quanto porta occupazione.
Una dichiarazione pesante che veniva calata come una vera mazzata sui cittadini della Valsusa ed in particolare su tutti quei militanti della Cgil oggi, impegnati per contrastare la politica delle grandi opere che pesano sul debito pubblico nostro e dei nostri figli.
Inoltre sostenere che una grande opera va realizzata solo perché porta lavoro significa aver un’idea “arcaica” del modello di sviluppo, tutto centrato su grandi opere invasive e fortemente impattanti sul territorio. Il lavoro si costruisce liberando l’economia dalle infiltrazioni mafiose e dagli interessi affaristici, puntando su ricerca, innovazione, scuola e ambiente che per un paese come il nostro sono le principali materie prime.
Oggi pomeriggio un gruppo di NO TAV hanno voluto essere presenti a Bolzano per ricordare alla Camusso che il TAV non crea lavoro, lo distrugge, non riduce l’inquinamento ma distrugge l’ambiente e mette in discussione centinaia di falde acquifere con gravi conseguenze sul benessere complessivo delle popolazioni della regione.
Infatti la segretaria della Cgil dovrebbe chiedersi quanti posti di lavoro si potrebbero creare con gli oltre 50 miliardi (il costo complessino dell’opera) se fossero investiti in: risparmio energetico, coibentazione della case, nuove tecnologie, ricerca, interventi sociali, o politiche di sostegno al reddito per disoccupati.
Un Km di TAV costa 150 milioni con i quali si potrebbero costruire, 50 asili nido, un ospedale da 300 posti, finanziare il “progettone” per i prossimi 5 anni, introdurre un reddito di cittadinanza, ecc.
Avremmo voluto chiedere alla Camusso di dirci che senso ha costruire una ferrovia ad alta velocità/capacità se le previsioni di traffico si sono rilevate errate?
Se prima di fare le sue dichiarazioni si era informata su come funzione il “sistema TAV”e quali interessi appoggiano questo progetto?
Un progetto che favorendo le delocalizzazioni della imprese servirà solo ad impoverire ulteriormente il tessuto industriale e produttivo della nostra regione. Altro che occupazione.
Infine il presidio ha voluto essere anche un momento informativo per la popolazione di Bolzano, tenuta volutamente all’oscuro dall’obman Durnwalder, il quale, come Dellai in Trentino, si guarda bene da informare la popolazione attraverso incontro pubblici con la presenza anche dei NO TAV per dibattere le soluzioni alternative a quelle del TAV.
In poche ore abbiamo distribuito migliaia di volantini informativi sulle nostre ragioni e abbiamo dialogato con molte persone sulle proposte alternative che ci sono e sono meno inquinanti del TAV, sono possibili da subito come lo spostamento del trasporto dall’Autostrada A22 alla ferrovia tradizionale la quale ha enormi potenzialità volutamente non utilizzate ecc.
Quello che manca è la volontà politica delle amministrazioni in quanto il sistema TAV non è solo un modello monopolista di gestione dei lavori ma anche un nuovo sistema di redistribuzione della ricchezza e di quanto questo comporta.
Il TAV è e rimane un meccanismo perverso di trasferimento di soldi dallo stato sociale (sanità, trasporti, scuola, ecc.) alle tasche di pochi privati e dei loro lacchè ben saldi nei posti di amministratore pubblico ( pardon di amministratore per conto terzi).
Il prossimo 5 maggio a Trento si terrà una grande manifestazione per chiedere di fermare il TAV del Brennero alla quale hanno aderito e saranno presenti anche cittadini della Valsusa. Sarà un momento importante di gemellaggio delle lotta per ribadire che il TAV non sa da farsi ne il Valsusa ne altrove.
Ezio Casagranda

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