No al Giro della padania: manifestazione a Rovereto

Dopo l’appello alla mobilitazione e la partecipata assemblea di martedì 30, a Rovereto (TN) continuano le iniziative dal basso contro il giro della Padania e per Sabato 10 è prevista una manifestazione e critical mass per disturbare la partenza del giro con ritrovo alle 8 davanti al MART.
A tutte le associazioni, alle realtà sociale ed a tutti i cittadini che sono animati da sentimenti antirazzisti chiediamo di essere presenti

Sabato 10 settembre ore 8.00 davanti al MART a Rovereto

per esprimere con forza la nostra contrarietà ad un giro ciclistico che umilia lo sport in quanto chiamato a riconoscere una relatà che non c’è e non ci sarà: La Padania.

Partecipiamo alla Manifestazione & Critical Mass per dire:

NO al giro dell’intolleranza – NO al giro della padania

Il 9 e il 10 settembre le strade del Trentino saranno attraversate dal Giro di padania, un evento che viene spacciato come una semplice gara ciclistica, quando è invece evidente che si tratta di un momento di propaganda di un progetto politico ben chiaro. La Lega Nord sfruttando la pratica sportiva vuole legittimare nell’immaginario collettivo un territorio inesistente che eleva al rango di una Terra Promessa. E’ ora di dire basta a questa pericolosa pagliacciata perchè la loro piccola patria non esisterà mai!

Diciamo quindi un secco NO! a un evento che:

– macchia la natura genuina dello sport,

– viene utilizzato dalla Lega Nord al fine di mascherare le proprie pesanti responsabilità di Governo nel sostenere forsennate politiche economiche,

– viene finanziato con i nostri soldi,

– ricerca la legittimazione dell’esistenza della padania,

– è sostenuto da chi ha istituzionalizzato il razzismo e ogni giorno predica odio e intolleranza nei confronti del diverso.

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Giro Padania: Contestazioni a Savona.

Ancora proteste e contestazioni al Giro di Padania, che questa mattina è partito da Loano per la seconda tappa. Alcuni manifestanti hanno contestato il passaggio della corsa verde a Savona, costringendo i corridori a deviare il percorso. Anche oggi, come ieri nel cuneese, non sono mancati spintoni e anche momenti di tensione tra manifestanti, forze dell’ordine e corridori, davanti alla Torretta di Savona, dove è andata in scena la protesta……..
(da “la repubblica.it”)

La redazione

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2 commenti

  • Ezio

    Di oggi la notizia che il giro del Trota (leggi padania) non partirà dal Mart di Rovereto. Un primo risultato. La mobilitazione popolare ha evitato che uno dei simboli della cultura sia infangato dalla cultura razzista e xenofoba della lega.

  • antonio

    Nonostante i vari distinguo che strada facendo sono emersi(sindaci, associazioni e cittadini) , Bossi e compagnia, con i soldi pubblici, col consenso dei corridori che a tutto badano fuorchè alla strumentalizzazione politica della “lega”, cercheranno un nuovo protagonismo alle spalle del ciclismo e facendosi beffa delle proteste..
    Perchè di bieca strumentalizzazione si tratta. La “lega” ormai sopraffatta dalla perfidia del capo del governo che tutto sfascia e incapace di rendersi credibile al suo elettorato, cerca attraverso uno degli sport più popolari, un suo improbabile rilancio propagandando un territorio che non esiste: la “padania” . E’ chiaro che questa è una manifestazione sportiva privata e non pubblica. Ma…Una manifestazione sportiva privata che occupa abusivamente centinaia e centinaia di km di strade pubbliche potrebbe essere fermata da qualsiasi cittadino che ne veda ostacolato il suo lavoro, dovrebbe essere fermata dai sindaci dei comuni che ne vedano un pericolo per l’incolumità dei passanti e ostacolo al libero transito. Va bene che “CONI e F.C.I.” ne hanno dato l’avvallo ma non basta a leggittimarla perchè sarebbe come dichiarare che la “padania” esiste in contrasto con quella parte della Costituzione che definisce(ancora) precisamente quali sono le entità territoriali(regioni-provincie). E’ dunque anticostituzionale. Tecnicamente poi, la manifestazione avrebbe dovuto apparire nel calendario ad inizio anno e non essere – maldestramente – inserita all’ultimo minuto. Fa scalpore che nell’ambiente ciclistico sia strombazzata come “gara” di preparazione ai mondiali. Fa scalpore che un commissario tecnico di una nazionale italiana, che veste i colori dell’azzurro, ne dichiari l’importanza ai fini della selezione degli atleti che saranno convocati per i mondiali. I ciclisti dovrebbero disertarla? Dubito che qualcuno si ponga il problema qui posto. Essi sono troppo interessati al guadagno e alla notorietà più che alla politica e alla morale, per una decisione così seria. Parenti stretti del faticatore comune,si mettono al servizio dell’occasionale offerente. Il loro lavoro attrae ancora popolo di ammiratori e tifosi perchè accessibile a tutti. Nonostante sia sempre più difficile praticarlo per la pericolosità delle strade, nonostante il doping che ne ha tolto interesse e credibilità, non è in decadenza. Ma…Il ciclismo non ha bisogno di spinte di nessun “persuasore” occulto per rilanciarsi, ne per farsi benvolere se vuol continuare a essere trasversalmente popolare. Oggi più che mai che non c’è nazione al mondo che non ne sfrutti le sue potenzialità turistiche ed economiche, oggi che ha varcato i confini dell’europa, ci tocca assistere ad una “corsetta” come “il padania” – una terra che non esiste .- che lo fa particolarmente antipatico. Il ciclismo deve farsi forte per la sua genuinità, non essere inscatolato dal “furbone” di turno. Il suo messaggio non è “padano” ma universale e lo ha accompagnato fin dalla sua nascita: essere autenticamente genuino nel suo rituale di sudore, di puzza, di fatica sporca, di sofferenza lurida, senza padroni.
    La D.C. degli anni 60-70 si sponsorizzava anche attraverso il ciclismo(“libertas”)e non ho mai conosciuto nessuno che si vergognasse di farne parte o di indossare quella maglia, ma la D.C. era il partito di maggioranza, partito nazionale riconosciuto “dalle alpi alle piramidi” e non un partito razzista e localista come la “lega”.
    Antonio Marchi

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