Monti: ora e sempre TAV

Mentre la disoccupazione, al netto della cassa integrazione,(800.000 lavoratori) sfiora l’11%, l’Istat conferma che in l’Italia i lavoratori precari hanno raggiunto quota 3 milioni, che in 5 anni abbiamo perso 1,5 milioni di posti di lavoro, che un giovane su tre è disoccupato ( 1 su 2 al Sud), che i prezzi di prima necessità crescono del 4% mentre salari e stipendi (esclusi quelli dei manager) sono al palo, che le famiglie italiane siano sempre più povere, che la benzina ha superato i 2 euro al litro, che la produzione industriale abbia subito un brusco rallentamento e le previsioni dicano che l’Italia sarà in recessione anche per tutto il 2013, Monti, al vertice di ieri con Hollande ha ribadito una sola certezza: “il TAV Torino Lione si farà”.
Che poi, come da anni stanno denunciando i vari movimenti NO TAV questi soldi per fare il TAV vengano sottratti alla collettività, alle scuole, agli ospedali, ai terremotati, tolti ai settori di utilità sociale e dirottati a riempire le casseforti della Casta e delle varie Lobby economiche a Monti poco interessa.
Lui non rappresenta gli Italiani, Lui è un commissario, tagliatore dei diritti e dello Stato Sociale, al servizio delle banche e del grande capitale europeo ed internazionale.
Infatti, Monti non appare interessato ad individuare soluzioni per le emergenze, occupazionali e sociali, quali l’Ilva, l’Alcoa, la Carbosulcis, la Fiat o degli altri 163 tavoli di crisi aperti al ministero che coinvolgono circa 200.000 lavoratori. No, Lui si preoccupa del TAV, dello Spread e delle banche.
Anche In Trentino le politiche montiane fanno scuola e il nostro presidente Dellai, come Monti, non perde occasione per ribadire, ad ogni occasione, che il tunnel del Brennero si farà anche se questo sarà un disastro dal punto vista ambientale e un enorme buco enorme (60 miliardi) per le casse dello stato che noi ed i nostri figli saremmo chiamati a pagare in termini di diritti e di welfare.
Stando alle dichiarazioni sensate della corte dei conti francese mi aspettavo da parte di Hollande una posizione diversa da quella di Monti. Purtroppo gli interessi della politica ormai difficilmente coincidono con il buon senso e con gli interessi dei cittadini mentre le politiche di austerity prendono il posto delle promesse fatte in campagna elettorale.
Fin dal suo nascere non mi aspettavo niente di buono da parte di un uomo della Goldman Sachs messo a capo del Governo con l’unico scopo di smantellare diritti e welfare (pensioni, art, 18, mercato del lavoro, sanità, ecc) e dare attuazione ai 39 “comandamenti” della BCE a firma di Trichet e Draghi a nome della Troika.
Questa insistenza di Monti e dei suoi accoliti sul Tav serve solo a rinforzare la convinzione e la consapevolezza dei movimenti NO TAV, dalla Valsusa al Trentino, per continuare la lotta che in questo caso incarnare il futuro di tutti i cittadini onesti e che vogliono difendere il loro territorio dagli assalti della speculazione con le relative mafie al seguito.
Ezio Casagranda

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Un commento

  • Silvano

    … ma da quanto si vede si sente ,il problema occupazione lo schivano tutti ,solo i loro interessi ,la tav è più interessante ,del lavoro poco importa

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