Lavoro e salute: Unica lotta

Presidiato il Tribunale di Trento.
Questa mattina oltre un centinaio di lavoratori e familiari dei 14 morti, uccisi dalla TRICOM di Tezze sul Brenta hanno presidiando il Tribunale di Trento per solidarietà con gli otto lavoratori imputati di “minacce e imbrattamenti” per aver protestato contro la sentenza del Tribunale di Bassano che dopo solo 11 minuti di camera di consiglio hanno assolto i dirigenti della Tricom che ha causato la morte di decine di lavoratori ed inquinato 12 ettari di territorio.
A dare man forte ai comitati difesa salute sui luoghi di lavoro di Sesto S.Giovanni e Tezze sul Brenta e Bassano erano presenti anche molti rappresentanti delle varie associazioni trentine, dal CSO BRUNO a quelli di Alternativa per i beni comuni  e tanti semplici cittadini e lavoratori che si battono per la sicurezza sui posti di lavoro e per la salubrità ambientale.
Molti partecipanti si sono alternati al microfono aperto per denunciare la gravità di una sentenza che dopo che per otto anni si era tentato l’insabbiamento della vicenda il tribunale di Bassano, in solo 11 minuti di camera di consiglio ha mandato assolti i dirigenti della TRICOM decretando che non era possibile stabilire un collegamento meccanico fra i 14 morti e l’ambiente di lavoro in quanto i lavoratori fumavano.
Davanti a questa sentenza (che definire ridicola è un eufemismo) è esplosa la giusta rabbia dei famigliari e dei comitati con lancio di uova (due) verso i tribunale e lanciando epiteti contro una sentenza vergognosa ed umiliante per la stessa magistratura.
Una sentenza che nei fatti ha ucciso per la seconda volta questi lavoratori negando loro giustizia. Per il tribunale di Bassano il fumo di sigaretta uccide quello di cianuro…..rende liberi i carnefici.
Oggi si è voluto portare la nostra protesta davanti al Tribunale di Trento per dire non solo che il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito violato dalla sentenza del tribunale di Bassano ma anche che non ci appartiene una giustizia (di classe) che processa le vittime di quei carnefici che la sentenza del 24 maggio 2011 ha reso liberi.

In piazza per l’occupazione: 
Nel pomeriggio di oggi decine di lavoratori hanno partecipato all’assemblea aperta dei lavoratori precari del progettone che a causa de tagli voluti dalla Giunta Dellai rischiano di perdere il posto di lavoro.
Molti interventi hanno sottolineato come davanti a questa pesante crisi, ulteriormente aggravata dalla manovra (non solo iniqua e classista) ma anche recessiva di Monti, sia necessario rivendicare, anche sul versante provinciale, nuove politiche a sostegno del lavoro e del reddito.
Forte è stato il messaggio inviato al governatore Dellai ad abbandonare la logica del pensiero unico oggi dominante, che propone le solite vecchie ricette fatte di tagli alla spesa sociale, privatizzazioni dei beni comuni, liberalizzazione dei licenziamenti e assoggettamento alle “regole” dei mercati e della finanza.
Per noi autonomia deve significare sperimentare, innovare per individuare strade nuove di una democrazia partecipata che sappia mettere al centro la costruzione di un modello sviluppo diverso e alternativo a quello proposto dal neoliberismo che ci ha portati a questo fallimento totale.
E dalla riflessione sull’uso alternativo delle risorse che si può realmente cambiare radicalmente la manovra economica provinciale rivendicando interventi a sostegno dell’occupazione, di quanti perdono il lavoro in età avanzata e in favore per i giovani che non riescono a trovare un lavoro dignitoso dopo essersi laureati.
Due iniziative che hanno un elemento in comune: Il carattere unificante delle lotte per la difesa del reddito e della salute. Due facce della stessa medaglia e di una stessa lotta. Quello della dignità di quanto non intendono piegare la testa, non credono alle doti salvifiche dei tecnocrati (Monti compreso) e rivendicano un mondo migliore dove la vita e l’ambiente non siano solo merce.

Ezio Casagranda

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Un commento

  • Jake Luperiasie

    Ergo, mica possiamo continaure a illuderci di farcela con Berlusconi e Bossi non è roba di pernacchie o bunga bunga.

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