La casta politica colpisce ancora.

casta a statuto spacialeIl Consiglio provinciale rinvia in commissione la proposta di legge popolare delle Acli trentine sulla riduzione dei privilegi; La giunta comunale di Trento elargisce aumenti scandalosi ai dirigenti del comune di Trento.
Difronte a questa manifesta arroganza definire scandaloso il comportamento della classe politica trentina appare un eufemismo. Ci troviamo davanti ad un atto offensivo verso i cittadini che non trova nessuna giustificazione.

Le scelte del Consiglio provinciale e del comune di Trento sono uno schiaffo morale verso quei cittadini che, vessati da continui aumenti di tariffe e tasse, si vedono erodere i loro già miseri salari, verso quei giovani che non trovano lavoro o sono costretti a fare stage gratuiti (che sono le nuove forme di schiavismo del terzo millennio) o quei pensionati che devono vivere con pensioni di poco superiore ai 500 euro mensili.
Questi signori, che ricordo sono la casta a trazione autonomista, continuano come nel passato a farsi i loro affari, continuano a navigare nell’oro mentre la società civile annaspa e spesso affonda, nel tentativo di arrivare a fine mese.
Aumentano i prezzi, tariffe e servizi come trasporti ed canoni Itea, mentre il salario si riduce e la disoccupazione cresce e le aziende dopo aver ricevuto milioni dalla PAT delocalizzano e lasciandosi dietro migliaia di licenziamenti (leggi Whirlpool, Premetal, marangoni, ecc.) e questi signori non perdono occasione per dimostrare la loro indifferenza verso il dramma sociale di migliaia di loro concittadini
Infatti, mentre il Consiglio provinciale manda in soffitta la blanda proposta di legge delle Acli taglia le risorse per il progettone, per la scuola e la sanità. Mentre la giunta comunale di Trento elargisce aumenti ai dirigenti mentre taglia le risorse per le pulizie e quindi il salario delle lavoratrici.
Una casta politica che decide di chiudere gli ospedali periferici, imporre il vallo tomo a Mori contro il volere dei cittadini, costruire grandi opere come il NOT e/o il TAV/TAC, sottraendo decine e decine di miliardi di risorse alla collettività che potrebbero essere utilizzate per creare lavoro, fare il reddito di cittadinanza, dare risposte al bisogno di case, potenziare i servizi sociali, avere una sanità universale e pubblica senza ticket o balzelli vari.
Questa politica che foraggia i potenti ed affama cittadini e lavoratori si può fermare solo con la lotta. Una lotta che, senza cadere nelle sterile critica qualunquistica e con contenuti reazionari, sappia andare oltre la semplice indignazione contro vitalizi, liquidazioni d’oro, tessere autostradali gratuite e porcherie varie, per costruire un movimento che unifichi la lotta contro la casta, anzi contro le caste (politiche, sindacali e manageriali) – che sono i veri supporter di questa classe politica, sia a livello nazionale che locale – con la lotta sul posto di lavoro contro questo sistema capitalista che precarizza non solo il lavoro e i diritti ma anche il futuro dei giovani e dei pensionati.
Una mobilitazione che sappia coniugare lotta ai privilegi con la lotta contro ogni discriminazione sociale, lotta per la casa con la lotta per il reddito di cittadinanza, la lotta contro l’aumento dei carichi di lavoro dentro le aziende con la lotta contro la precarietà, per un reddito di cittadinanza, la lotta per avere aumenti salariali veri con la lotta contro la privatizzazione della welfare il quale deve rimanere pubblico, efficiente e gratuito.
Su questi obiettivi USB è da sempre impegnato nella convinzione che senza una cambiamento radicale del sistema sociale, le fine delle politiche di austerità la nostra indignazione per le ingiustizie non andrà oltre il mugugno.
USB Trentino
Ezio Casagranda

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